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Conocybe

Conocybe antipus (Lasch) Fayod

Un ottimo ritrovamento di una specie rara con la caratteristica del gambo fortemente radicante, effettuata ad Intermesoli.
Scheda di Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Conocybe antipus (Lasch) Fayod, Ann. Sci. Nat. (Bot). Series 7, 9: 357, 1889.


Basionimo: Agaricus antipus Lasch, Linnaea 3: 415, 1828.
Sinonimi: Agaricus antipus Lasch, Linnaea 3: 415, 1828.
Posizione sistematica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Diagnosi originale
Char. ess. Pileo subcarnoso obtuso laevi subochraceo, lamellis liberis confertis flavido-ochraceis, stipite striato farinaceo basi bulboso fusiformi-radicato.(1823) Jul.Aug.

Basidiomi di piccole dimensioni e di forma tipicamente micenoide, con carne poco consistente e senza odori o sapori particolari.
Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 20-50 (60) mm, all’inizio da campanulato a campanulato-convesso, con l’età tendente ad espandersi fino a piano-convesso, margine regolare. Cuticola igrofana, liscia, finemente striata per trasparenza fino a quasi metà raggio. In gioventù di colore arancio-rossastra, negli esemplari maturi di color ocra chiaro.
Lamelle da leggermente adnata a sublibere, mediamente fitte, larghe, intercalate da 2-3 (5) lamellule, all’inizio biancastre, presto ocracee, infine ocra-rugginose. Filo lamellare intero, leggermente più chiaro.
Stipite 30-70 (90) x 2-3 mm, diritto, cilindrico, via via più largo verso il basso, alla base largo fino a 5 mm, ), fistoloso. Provvisto di una pseudorriza di lunghezza pressochè pari a quella della parte aerea dello stipite, o di poco più corta, profondamente inserita nel substrato di crescita. Finemente pruinoso nella porzione superiore, fibrilloso più in basso, strigosetto alla base, striato in longitudine fino alla base (pseudorriza liscia. All’inizio di colore biancastro, poi ocraceo, giallo-ocraceo, infine imbrunente.
Carne esigua, di colore ocra chiaro, nell’exsiccatum i basidiomi assumono un colore uniformemente rugginoso.
Sapore dolciastro. Odore non testato.
Sporata bruno-rossastra.

Descrizione degli elementi microscopici
Spore: misura frontale (8,4) 8,8-9,8 (10,4) x (5,6) 6,1-6,9 (7,3) µm, in media 9,34 x 6,56 µm, Q. = (1,2) 1,3-1,5 (1,6), Q.m.= 1,43; Vol. = (149) 179-249 (280), Vol.m.= 211 µm³, in proiezione frontale da submitriformi ad esagonali, più raramente citriformi, molto spesso con apice subpapillato.
Spore: misura laterale (7,4) 7,8-9,0 (9,7) x (4,2) 4,6-5,3 (5,4) µm, in media 8,40 x 4,98 µm, Q. = (1,4) 1,5-1,8 (1,8), Q.m.= 1,69; Vol. = (76) 90-131 (145), Vol.m.= 109 µm³, in proiezione laterale da ellissoidali a subamigdaliformi.
Poro germinativo centrale, con diametro di 0,8-1,3 in media 1,05 µm, parete spessa 0,6-0,8 µm, in media 0,69 µm, distintamente lentiformi, lisce, giallastre in NH4OH, rosso-brune in KOH.
Basidi 16,4-20,0 x 7,8-9,6 µm, in media 18,1 x 8,5 µm Vol.m.= 689 µm³, tozzamente clavati, tetrasporici, molto raramente bisporici, giunti a fibbia basali non osservati. Subimenio pseudoparenchimatico. Pleurocistidi assenti. Filo lamellare sterile.
Cheilocistidi lecitiformi misuranti 12,5-16,8 x 5,9-8,1 µm, collo 0,9-2,6 x 1,3-2,1 µm, bulbillo largo 3,5-4,6 µm, in media 14,9 x 6,9 µm, collo 1,8 x 1,6 µm, bulbillo 4,2 µm, con base arrotondata o raramente leggermente allungata ma non peduncolata. Filo lamellare sterile. Pleurocistidi assenti.
Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule di tipologia sferopeduncolata 36-47 x 21-30 µm, Vol.m.= 14983 µm³, ialine e con peduncolo basale a pareti leggermente inspessite e pigmentate di bruno-giallastro.
Pileocistidi lecitiformi, 29,0-51,4 x 10,3-15,5 µm, collo 7,1-23,0 x 2,3-4,3 µm, bulbillo largo ; 3,8-4,7 µm, in media 37,8 x 12,3 µm, collo 15,2 x 3,4 µm, bulbillo 4,2 µm, pigmentati di bruno-giallastro, piuttosto radi. Peli pileici filiformi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife settate, cilindriche, le più esterne con diametro 2,5-6,0 µm, ialine, finemente incrostate.
Caulocistidi lecitiformi 16,6-25,3 x 5,1-8,4 µm, collo 2,8-9,8 x 1,1-3,0 µm, bulbillo 2,7-4,2 µm, in media 20,5 x 6,6 µm, collo 6,2 x 2,0 µm, bulbillo 3,6 µm, spesso ad apice sdoppiato, base non peduncolata, alle volte sormontanti una o più cellule subisodiametriche, frammisti ad altri di tipologia clavata, in alcuni casi strettamente clavata, misuranti 10,7-14,8 x 5,6-8,5 µm, riuniti in folti mazzetti, abbondantemente distribuiti su buona parte della superficie stipitale. Peli di tipologia filiforme non osservati.
Giunti a fibbia abbondanti nella stipitipellis, più rari nella pileipellis e nell’imenio.
Reazioni chimiche: NH4OH (in exsiccatum), negativo anche dopo molte ore.

Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica e lo studio microscopico sono stati eseguiti su materiale secco, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo ammoniacale 6%.
NH4OH 25% è stato usato per osservare l’eventuale formazione di cristalli nell’imenoforo (reazione ±).
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr
Le misure sporali fanno riferimento a 100 unità in proiezione frontale ed altrettante in proiezione laterale, prelevate da porzioni non imeniali, senza tenere conto dell’apiculo e dell’eventuale sporgenza del poro germinativo, scartando spore ancora evidentemente immature; per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti e fino a cinquanta misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http ://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4921. Data di ritrovamento: 08/09/2012. Località: Centrale Enel Venacquaro. Comune: Intermesoli di Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'39.53"N 13°30'44.98"E. Altezza slm: 1110. Habitat: Su sterco equino "mulo". Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 21/11/2012.

Osservazioni
La stazione di raccolta è abbastanza singolare in quanto si tratta di un tratto di bosco, adibito a ricovero equino, dove sostano per il riposo notturno numerosi mūlus “muli”. La raccolta è stata effettuata con il tempo umido e piovoso e fa riferimento ad un centinaio di individui circa, cresciuti in formazione gregaria, in ottimo stato vegetativo. La singolarità “se così si può dire riferendosi a funghi fimicoli”, è che questa fruttificazione si è sviluppata nel medesimo sito e sullo stesso substrato dove, un mese prima, c’è n’era stata una, molto più copiosa, di Conocybe rickenii.
Per l’insieme dei caratteri suesposti, C. antipus trova posto nella Sezione Conocybe, Serie Antipus, assieme ad altri quattro taxa europei, dei quali, di seguito, riassumiamo in un breve quadro semplificato le principali differenze sostanziali.
C. papillata Hauskn. & L. Nagy 2007, è quella che più si avvicina, come forma delle spore, in quanto anch’essa possiede spore leggermente angolari, non lentiformi, in ogni caso la loro misura è decisamente superiore 10,5-14,5 x 6,5-9,0 µm, in media 12,2-12,4 x 7,8-8,2 µm, possiede inoltre basidi bisporici e giunti a fibbia molto rari. Macroscopicamente, il pileo provvisto di un umbone acuto (inde nomen) e l‘Habitat non fimicolo la differenziano ulteriormente.
C. rhizophora Hauskn. 2009, in proiezione frontale possiede spore ellissoidi, 9,5-12 (15) x 5,5-6,5 (-8) µm, in media 10,3-12,9 x 6,0-7,4 µm, non lentiformi.
C. alboradicans Arnolds 1982, in proiezione frontale possiede spore ellissoidi, 11-17,5 x 7-11 x 6,5-9 µm, in media 12,9-14,6 x 8,4-9,7 x 7,3-8,3 µm, distintamente lentiformi e basidi bisporici.
C. daamsii Hauskn 2009, in proiezione frontale possiede spore ellissoidi, 9-14,5 x 6-10 µm, in media 11,9-12,7 x 7,6-8,2 µm, non lentiformi, basidi bisporici, raramente tetrasporici.
C. pragensis Hauskn 1999, in proiezione frontale possiede spore ellissoidi-lacrimoidi, 11-15 x 7,5-10 µm, in media 13,7 x 8,8 µm, non lentiformi, basidi bisporici, ed è priva di giunti a fibbia.
In conclusione, C. antipus è una specie facilmente riconoscibile già sul campo, in favore del suo stipite radicante e del suo habitat fimicolo. Microscopicamente, le spore angolose aiutano non poco ad una sicura determinazione del taxon.

Bibliografia:
Arnolds 2006: Flora Agaricina Neerlandica n° 6
Bon M. 1992: D. Myc. TOME XXI, Cle monografique des speces GALERO - NAUCURIOIDES
Breitenbach J. & F. Kränzlin 1995: Champignons de Suisse Tome 4
Doveri F., 2004. Funghi fimicoli Italici. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici
Hausknecht A. 2009: Fungi Europaei. Conocybe & Pholiotina. Edizioni Candusso 2009
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Meusers M.: 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina
Noordeloos, M.E. , Kuyper, Th.W., & Vellinga, E.C. (eds) (2005). Flora Agaricina Neerlandica 6. Coprinaceae, Bolbiticeae. Rotterdam: Balkema. 227 pp.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Dicembre 2012 05:21
 

Conocybe pseudocrispa (Hauskn.)

 

Nuova scheda di Marino Zugna del Forum AMB di MUggia di un funghetto trovato ad Intermesoli:

Conocybe pseudocrispa (Hauskn.) Arnolds, Persoonia 18(2): 227 (2003)

Basionimo: Conocybe albipes var. pseudocrispa Hauskn., Öst. Z. Pilzk. 7: 106 (1998)
Sinonimi: Conocybe albipes var. pseudocrispa Hauskn., Öst. Z. Pilzk. 7: 106 (1998)

Posizione Tassonomica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Basidiomi di piccole dimensioni e di forma tipicamente micenoide, con carne poco consistente e senza odori o sapori particolari.
Quadro macroscopico della raccolta
Pileo largo 15-30 mm, alto 10-15 mm, all’inizio da paraboloide a conico, quindi conico-campanulato, infine campanulato-convesso, mai completamente disteso; margine intero o solo accidentalmente inciso. Non igrofano. Cuticola liscia, con l’età corrugata nella porzione marginale; di colore beige più o meno uniforme, spesso soffusa a toni grigiastri e/o giallo-crema a seconda del grado di umidità, appena giallo-ocracea nella porzione discale degli adulti.
Lamelle sublibere, ventricose e larghe, leggermente eccedenti il margine pileico, mediamente rade (in un basidioma maturo abbiamo contato 25 lamelle), intercalate da 3 lamellule; all'inizio di colore ocraceo quindi rugginose, filo lamellare, concolore leggermente più chiaro, intero. Non manifestamente deliquescenti a maturità, spesso crespate.
Stipite 40-90 x 1-3 mm, cilindrico, leggermente svasato nella porzione apicale, e con base da cilindrica a leggermente allargata, spesso leggermente bulbosetta. Completamente bianco negli esemplari giovani, poi ocraceo, imbrunente-ingrigente con l’età. Striato per l’intera lunghezza, finemente forforaceo su tutta la superfice.
Carne esigua, sapore mite, odore non testato.
Reazioni chimiche: NH4OH negativo anche dopo 12 ore.

Descrizione degli elementi microscopici
Spore (13,0) 13,7-15,6 (16,6) x (7,4) 7,8-8,9 (9,4) µm, in media 14,80 x 8,44 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9); Q.m.= 1,75; Vol. = (380) 448-643 (731), Vol.m.= 555 µm³, ellissoidi, non lentiformi, in KOH 2% di colore marrone-rossastro, giallastre in NH4OH 25%, lisce al microscopio ottico, parete spessa 0,7-1,3 µm, poro germinativo centrale, largo 1,0-2,1 µm, apiculo poco evidente.
Basidi 17,7-21,6 x 8,9-10,7 µm, in media 19,5 x 9,6 µm, Q.m.= 2,0 Vol.m.= 968 µm³, clavati, tozzi, totalmente bisporici, contornati da pseudoparafisi 12,1-16,9 x 7,0-11,0 µm (imenio coprinoide), clavate, poco reidratabili, visibili solo negli esemplari immaturi; subimenio di tipo ifale. Trama lamellare composta da cellule inflate.
Cheilocistidi 16,6-22,3 x 6,5-10,9 µm, in media 20,2 x 8,5 µm, collo 2,3-5,5 x 2,3-5,5 µm, in media 3,6 x 1,7 µm; bulbillo Ø 3,9-5,6 µm, in media 4,7 µm; con base non peduncolata, sormontanti una cellula subisodiametrica, filo lamellare eterogeneo, composto da cheilocistidi frammisti a pseudoparafisi clavate o sferopeduncolate simili a quelle che contornano i basidi, pleurocistidi assenti.
Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule sferopeducolate 23,3-40,1 x 13,1-23,4 µm, ialine, o con base lievemente pigmentata di brunastro.
Pileocistidi piliformi lunghi 41,5-124,3 µm, larghi alla base 1,7-4,9 µm, osservabili soprattutto “o quasi esclusivamente), nei giovani esemplari. Pileocistidi lecitiformi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, con diametro 2,1-6,0µm, ialine, settate.
Caulocistidi versiformi, subclavati o sferopeduncolati, misuranti 9,9-13,4 x 6,7-9,0 µm, lageniformi con base obesa, collo flessuoso e apice poco differenziato, misuranti 19,1-58,0 x 6,7-9,4 µm, collo con diametro 1,5-5 µm; piliformi, misuranti 69 x 1,5 µm, frammischiati e raggruppati in mucchietti su tutta la superficie caulinare.
Nella porzione estrema dello stipite abbiamo osservato rari e molto sparsi caulocistidi di tipologia lecitiforme con dimensioni simili a quelle del filo lamellare, dispersi e rarissimamente presenti fino a metà dello stipite.
Giunti a fibbia, mediamente abbondanti nelle ife della trama pileica, nelle ife della trama lamellare e nella caulopellis, scarsi alla base delle cellule della pileipellis, non osservati alla base dei basidi.
Reazioni chimiche: NH4OH (da exsiccatum) negativo anche dopo 12 ore.   

Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica e lo studio microscopico sono stati eseguiti su materiale secco, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo ammoniacale 6%.
NH4OH 25% è stato usato per osservare l’eventuale formazione di cristalli nell’imenoforo (reazione ±).
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr
Le misure sporali fanno riferimento a 100 unità in proiezione frontale ed altrettante in proiezione laterale, prelevate da porzioni non imeniali, senza tenere conto dell’apiculo e dell’eventuale sporgenza del poro germinativo, scartando spore ancora evidentemente immature; per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti e fino a cinquanta misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http ://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta e Habitat
N. scheda: 4922. Data di ritrovamento: 02/08/2012. Località: Centrale Enel Venacquaro. Comune: Intermesoli di Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'39.53"N 13°30'44.98"E. Altezza slm: 1110. Habitat: Su sterco equino.
La stazione di raccolta è abbastanza singolare in quanto si tratta di un tratto di bosco, adibito a ricovero equino, dove sostano per il riposo notturno numerosi mūlus “muli”. La raccolta è stata effettuata con il tempo secco e si riferisce ad una moltitudine incredibile di esemplari, formata da molte centinaia di individui (un migliaio?), sviluppatisi in formazione gregaria, in ottimo stato vegetativo e nei diversi stadi maturativi. La singolarità “se così si può dire riferendosi a funghi fimicoli”, è che questa fruttificazione si è sviluppata nel medesimo sito e sullo stesso substrato dove, un mese dopo, si è riscontrata una, meno copiosa (un centinaio di esemplari), di Conocybe antipus.
Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Marino Zugna. Data inserimento in erbario: 21/11/2012.

Osservazioni
A prima vista, i toni pileici chiari dei basidiomi ed in alcuni casi le lamelle tendenti ad incresparsi, non aiutano molto ad inquadrare la specie. Fortunatamente, in questo caso, ci viene in aiuto la microscopia, in quanto, la presenza di pseudoparafisi (sebbene non ben evidenti in quanto poco reidratabili), i basidi totalmente bisporici e la misura delle spore, sono caratteri che la differenziano dalle specie similori e aiutano nella delimitazione del taxon. In ogni caso, nella ricerca di una possibile alternativa “vista l’incertezza di una presunta presenza di psaudoparafisi”, abbiamo seguito tutte le chiavi dicotomiche delle Sezioni e nonostante ciò non abbiamo trovato alternative valide se non quella da noi proposta.
Sistematicamente, C. pseudocrispa si colloca nella Sezione Candidae, Sottosez. Candidae, Serie Albipes, assieme ad altre quattro taxa ed una varietà europee tutte con basidi tetrasporici, esse sono: C. albipes var. albipes Hauskn. 1998. C. albipes var. rugata Hauskn. 1998, basidi tetrasporici. C. romagnesii Hauskn. & G. Moreno 2005, basidi tetrasporici. C. crispella (Murrill) Singer 1950, basidi tetrasporici. C. zeylanica (Petch) Boedijn 1951, basidi tetrasporici.
Una confusione potrebbe avvenire anche con altre specie bisporiche, non appartenenti alla Sezione Candidae ma alla Sezione Mixtae o alla Sezione Piloselle, e più specificatamente con le bisporiche C. siliginea (Fr.) Kühner, e con C. rickenii (Jul. Schäff.) Kühner 1935 le quali, pur possedendo entrambe, basidi bisporici non presentano pseudoparafisi. Altri taxa bisporici appartenenti alla Sezione Conocybe non sono state prese in esame per evidenti motivi.
C. merdaria Arnolds & Hauskn. 2003, specie bisporica priva di pileocistidi piliformi e con caulocistidi lecitiformi misti a peli ma, in questo caso, i lecitiformi sono presenti in una percentuale assolutamente maggiore, inoltre, l’aspetto macroscopico è differente in quanto essa presenta basidiomi esili e con cuticola pileica completamente striata.
C. macrospora (G.F. Atk.) Hauskn. 2003, specie bisporica a spore enormi, che arrivano fino a 23,5 x 12,5 µm.

Bibliografia:
Arnolds 2006: Flora Agaricina Neerlandica n° 6
Bon M. 1992: D. Myc. TOME XXI, Cle monografique des speces GALERO - NAUCURIOIDES
Breitenbach J. & F. Kränzlin 1995: Champignons de Suisse Tome 4
Doveri F., 2004. Funghi fimicoli Italici. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici
Hausknecht A. 2009: Fungi Europaei. Conocybe & Pholiotina. Edizioni Candusso 2009
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Meusers M.: 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina
Noordeloos, M.E. , Kuyper, Th.W., & Vellinga, E.C. (eds) (2005). Flora Agaricina Neerlandica 6. Coprinaceae, Bolbiticeae. Rotterdam: Balkema. 227 pp.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Dicembre 2012 12:57
 

Conocybe juniana var. subsejuncta Hauskn. 1999

Fungo studiato dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Foto 800x536

Descrizione della raccolta:
Pileo Ø 5-15 mm, da conico a conico-campanulato con largo umbone ottuso, alle volte leggermente maculato,
leggermente igrofano, crema-ocraceo con il secco, margine leggermente striato per trasparenza.
Lamelle da annesse a libere, sub ventricose, strette mediamente fitte intramezzate a lamellule, di colore ocraceo,
rugginose a maturità, filo lamellare crenulato, all'inizio concolore alle facce, più chiaro in exsiccatum.
Stipite 25-40 x 1,5-2 mm, nei giovani esemplari cilindrico, concolore al pileo, appena più scuro nella parte bassa;
finemente pruinoso nella zona apicale, base terminante un piccolo bulbo o, in alcuni casi, solo allargata. Carne esigua,
odore e sapore non testati. Sporata non ottenuta.

Osservazioni:
Anton Hausknecht divide il complesso juniana in tre varietà così riassunte:
Conocybe juniana var. juniana [/I, con spore 9,7-11,5 x 5,3-6,8 µm, cheilocistidi con capitulo di Ø 5,3-6,8 µm,
caulocistidi con capitulo di Ø 6,0-12 µm.
[I]C. juniana
var. sordescens (P.D. Orton) Hauskn. & Svrček, 1999, con spore 9,2-10,2 x 5,0-5,5 µm, cheilocistidi
con capitulo di Ø 4,0-6,5 µm caulocistidi con capitulo di Ø 5,5-7,0 µm,
C. juniana var. subsejuncta Hauskn. 1999, con spore 8,9-9,4 x 5,2-5,8 µm, cheilocistidi con capitulo di Ø 5,0-9,0 µm
caulocistidi con capitulo di Ø 6,0-12,0 µm, tra queste, C. juniana var. subsejuncta è quella che si adatta meglio alle
caratteristiche microscopiche da noi verificate.
Tra le altre specie, della sezione Conocybe, con caratteristiche microscopiche similari e con reazione negativa al NH4OH,
quelle più vicine sono C. echinata e C. rickeniana, entrambe con caulocistidi a capitulo superiore a 7-9 µm, la prima
possiede spore a parete sottile, entrambe possiedono spore con valori minimi inferiori a 8 µm.

 

Ultimo aggiornamento Lunedi 21 Marzo 2011 20:55
 

Conocybe rostellata (Velen.) Hauskn. & Svrcek 1999

Fungo dalle tonalità rugginose trovato tra gli abeti del Ceppo e sapientemente determinato dal
Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia.

Foto 800x536

Estratto dalla scheda nel Forum:

Descrizione macro
Pileo Ø 5-10 mm, da conico a conico-campanulato, mai completamente disteso, igrofano,
di colore fulvo-rugginoso negli esemplari idratati, ocra con toni grigiastri negli esemplari secchi,

margine striato per trasparenza.
Lamelle libere, ventricose, mediamente fitte, intercalate da 1-3 lamellule, all'inizio ocracee quindi
ocra-rugginose, filo lamellare intero, molto finemente crenulato, concolore alle facce o più chiaro a zone.
Stipite 40-80 x 1-1,5 mm, cilindrico, ocraceo o concolore al pileo, più scuro in vecchiaia, traslucido,
finemente striato, pruinoso su tutta la superficie, base allargata in un piccolo bulbo non marginato con
Ø 3 mm, biancastro. Carne esigua, odore e sapore non verificati. Sporata non ottenuta.

Osservazioni
Conocybe rostellata trova posto nella Sezione Pilosellae Singer, Serie Siennophylla Hausknecht & Krisai,
assieme a C. halophilla Singer 1959; C. ochrostriata var. ochrostriata Hauskn. 2005;
C. ochrostriata
var. favrei Hauskn. 2005; C. moseri var. moseri Watling 1980;
C. moseri
var. bisporigera Hauskn. & Krisai 1992; C. moseri var. robustior Hauskn. & H.-J. Hübner 2005;
C. nigrescens Hauskn. & Gubitz 2006.
Tra queste, C. siennophylla (Berk. & Broome) Singer 1955, è sicuramente la specie che più si avvicina alla
raccolta in oggetto, macroscopicamente indistinguibile, si può differenziare microscopicamente, per la
colorazione marrone-rossastra che assumono le spore al contatto del KOH, per la loro forma leggermente
differente e la presenza di un poro germinativo più ampio.
Le altre specie incluse della stessa sezione sono così diversificate: C. halophilla, possiede spore con poro
germinativo eccentrico e cresce su Juncus. C. ochrostriata var. ochrostriata e C. ochrostriata var. favrei,
possiedono spore più grandi. C. moseri var. moseri, C. moseri var. bisporigera e C. moseri var. robustior,
possiedono spore più grandi e di forma diversa. C. nigrescens, possiede basidiomi che anneriscono in exsiccata.

 

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