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Flammulaster

Flammulaster carpophilus var. carpophilus

Altra scheda del Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia di un funghetto piccolo che nacse su substrati di foglie in decomposizione.

Flammulaster carpophilus var. carpophilus (Fr.) Earle ex Vellinga, Persoonia 13(1): 7 (1986)

 

Basionimo: Agaricus carpophilus Fr., Observ. mycol. (Havniae) 1: 45 (1815)

Sinonimi: Agaricus carpophilus Fr., Observ. mycol. (Havniae) 1: 45 (1815)
Flammulaster carpophiloides (Kühner) Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 28(1): 65 (1967)
Flammulaster carpophilus var. autochtonoides Bon, Docums Mycol. 17(no. 67): 3 (1987)
Flocculina carpophila (Fr.) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 175 (1960)
Flocculina carpophiloides (Kühner) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 168 (1960)
Galera carpophila (Fr.) Quél., Fl. mycol. France (Paris): 81 (1888)
Naucoria carpophila (Fr.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 134 (1872)
Naucoria carpophiloides Kühner, Bull. Soc. nat. Oyonnax 10-11(Suppl. (Mém. hors sér. 2): 5 (1957) [1956-57]
Phaeomarasmius carpophiloides (Kühner) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stuttgart) 2b/2: 273 (1967)
Phaeomarasmius carpophilus (Fr.) Singer, Sydowia 2(1-6): 37 (1948)


Posizione Sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 5-10 mm, all’inizio emisferico, in seguito convesso, infine piano-convesso, non o solo raramente con basso accenno di basso umbone ottuso. Cuticola di color ocra molto chiaro, uniforme in tutta la superficie. Nei giovani esemplari. Disco ornato da fine granulosità forforosa di colore beige, più labile verso la periferia. Margine da moderatamente a fortemente fioccoso.
Lamelle adnate, molto larghe, piuttosto spesse, convesse, abbastanza spaziate (da 15 a 18 lamelle), intercalate da 1-3 lamellule, in gioventù ocra molto chiaro poi concolori al pileo, filo lamellare bianco, finemente ciliato.
Stipite 20-40 x 1-2 mm, cilindrico, diritto, concolore alla superficie pileica, fistoloso, ornato da fioccosità più chiare. base di pari spessore o appena allargata, piatta, strigosetta.
Carne esigua, lievemente ocracea; odore e sapore non testati.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (7,1) 7,7-9,1 (9,9) x (4,2) 4,4-5,2 (5,9) µm, in media 8,44 x 4,92 µm, Q. = (1,3) 1,5-1,8 (1,9), Q.m. = 1,72, Vol. = (69) 83-131 (167) µm³, Vol.m = 107 µm³, apicale in proiezione laterale amigdaliformi, raramente papillate, in proiezione frontale da subellissoidi a strettamente fusoidi, lisce, parete sottile, ialine in H2O, parzialmente Congofile, inamiloidi, con all’interno una o più guttule lipidiche rifrangenti, poro germinativo assente, velocemente germinanti.
Basidi 20,4-24,8 x 7,1-8,7 µm, in media 22,0 x 7,8 µm, Q.m. = 2,8, Vol.m = 720 µm³, clavati, tetrasporici.
Trama lamellare formata da ife inflate.
Cheilocistidi (24,8) 26,8-39,5 (44,7) x (4,5) 4,6-7,4 (8,0) x (1,4) 1,5-3,2 (3,5) µm, in media 33,8 x 5,9 x 2,3 µm, Q.m. = 5,8, Vol.m = 641µm³, da cilindrici a sublageniformi, apice da ristretto a rastremato, alle volte con corta protuberanza digitiforme, spesso flessuosi, ialini, leggermente ricoperti da una sostanza mucosa rifrangente. Filo lamellare sterile. Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis formata da uno strato di 4-5 cellule misuranti (11,2) 13,4-29,4 (31,5) x (9,4) 10,1-19,2 (25,6) µm, in media 19,7 x 14,7 µm, Q.m. = 1,39, Vol.m = 2463 µm³, di elementi subpiriformi o subglobulosi, concatenate o raggruppate a mucchietti, con parete non molto spessa, ialine o appena leggermente pigmentate di bruno, spesso ornate da gocce mucose rifrangenti. Poco incrostate.
Subpellis disposta perpendicolarmente alla pileipellis, formata da ife settate, aventi per diametro (3,0) 4,3-7,2 (8,1) µm, ialine, lisce o finemente incrostate.
Caulopellis disposta in cutis formata da ife settate quelle esterne aventi per diametro (3,1) 3,2-5,3 (5,8) µm, quelle interne (6,7) 8,0-12,6 (12,9), ialine lisce o finemente incrostate.
Caulocistidi (27,54)32,76-43,34-63,31(64,47) x (4,37)5,66-6,77-8,17(9,98) µm, in media 47,0 x 6,7 µm, Q.m. = 7,1, Vol.m = 1144 µm³, da cilindrici a sublageniformi, apice da ristretto a rastremato, spesso flessuosi, ialini, leggermente ricoperti da una sostanza mucosa rifrangente, disposti in folti mazzetti su buona parte dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni
Sistematicamente, per le spore a membrana sottile e facilmente collassabile F. carpophilus var. carpophilus si colloca nella Sezione Flammulaster dell’omonimo genere.
Nella medesima Sezione coesistono diverse entità non da tutti accettate in quanto sussistono pareri differenti fra i vari Autori.
Nel suo studio sui generis, Vellinga (1986), ritiene che i caratteri differenziali di F. carpophilus F. subincarnatus e F. rhombosporus non siano tali da mantenere separato i taxa a livello specifico in quanto rientranti nella variabilità fenotipica di F. carpophilus, quindi li riconduce a livello varietale, del primo.
Per contro, il Prof. Marcel Bon (1992), riconosce il rango specifico per tutti i taxa orbitanti nel carpophilus group.
In passato, abbiamo studiato due raccolte di Flammulaster e specificatamente F. carpophilus var. subincarnatus, n° 4573 e F. carpophilus var. rhombosporus n° 2596 del nostro erbario, delle quali, nelle osservazioni della raccolta 4573, si era disquisito sulle loro similitudini micro morfologiche e sulle differenti opinioni di alcuni AA., in fatto di specificità.
Per contro, nel caso della raccolta in oggetto, ci siamo imbattuti in tipologie di cheilo e caulocistidi molto dissimili, rispetto alle prime due (soprattutto per quanto riguarda la loro forma e, nel caso dei cheilocistidi, anche per la loro misura), ed in minor parte dalla forma delle spore.
In sintesi, abbiamo verificato che le tre entità differiscono per i seguenti caratteri microscopici:
F. carpophilus var. subincarnatus = cheilo e caulocistidi prevalentemente di forma cilindrica e in alcuni casi con apice allargato; spore in proiezione laterale in maggioranza amigdaliformi e con evidente papilla.
F. carpophilus var. rhombosporus= cheilo e caulocistidi in maggior parte cilindrici, con apice dello stesso spessore o leggermente più largo; spore in proiezione laterale in maggioranza citriformi “romboidali”.
F. carpophilus var. carpophilus= cheilo e caulocistidi per la quasi totalità lageniformi, con base allargata e apice rastremato, mai, o solo eccezionalmente, con apice più largo del collo; spore in proiezione laterale prevalentemente amigdaliformi, molto raramente papillate.
Tali differenze ci farebbero pensare che, almeno per quanto riguarda F. carpophilus, esso possa ritenersi abbastanza differenziato dalle due specie attorno a lui gravitanti.
Nel medesimo gruppo si inserisce anche F. carpophiloides (Kühner) Watling 1967 “da noi mai osservato e studiato”, anch’esso ricondotto da Vellinga (1986), il quale possiederebbe cistidi imeniali simili a F. carpophilus ma spore simili a quelle di F. subincarnatus.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 2%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale o, nel caso di spore inequilaterali anche in proiezione frontale, prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono fatte un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 4860. Data di ritrovamento: 27/05/2012. Località: Colle Pagliaro. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°31'16.84"N 13°32'43.83"E. Altezza slm: 1150. Habitat: bosco di Populus tremula, Quercus cerris, Fagus sylvatica, su foglie morte e piccoli frustuli di legno. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 24/07/2012.

Bibliografia consultata
AA.VV. - 1982-2003: Bolets de Catalunya - I-XXII Tav. 564. Societat Catalana de Micologia. Barcellona.
AA. VV. - 1992: Nordic Macromycetes, Vol. 2. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Helsinki.
Bon M. - 1992: Clé monographique des espèces Galero-naucorioïdes. Doc. Mycol. 21 (84): 1-89.
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1995: Champignons de Suisse. Tom.4. Lucerne.
Cetto B. - 1987: I Funghì dal vero. Vol. 5, Tav. 1757. Saturnia. Trento.
Courtequisse R. & B. Duhem. - 1994: Guide des Champignons de Franco et d'Europe. Delachaux et Nestié. Lausanne.
Grilli E. - 1999: Fungi non Delineati - Pars 7 - Gianbattista Lanzoni (1945-1988) & altri: 32-35. Mykoflora Alassio.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Lange J. E. - 1935: Flora Agaricina Danica. Reprint 1993. M. Candusso.
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei funghi (Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales).
Kühner R. & H. Romagnesi - 1957: Espèces nouvelles critiques ou rares de Naucoriacées, Coprinacées et Lepiotacées. Mém. Hors sèrie 2. Supp. Bull. Soc. Nat d'Oyonnax 10-11: 3-94.
Kühner R. & H. Romagnesi - 1978: Flore Analytìque des Champignons Supérieurs (Agarics, Bolets, Chanterelles). Masson. Paris.
Vellinga E. C. - 1986: The genus Flammulaster (Agaricales) in the Netherlands and adjacent regions. Persoonia 13 (1): 1-26.

 

Flammulaster carpophilus var. subincarnatus (Joss. & Kühner) Vellinga 1986

Piccolo fungo sapientemente studiato e determinato dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

foto 800x536

dalla scheda presente in Forum:

Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 5-10 mm, all'inizio da emisferico a paraboloide, in seguito convesso, infine piano-convesso.
Cuticola di color ocra chiaro abbastanza uniforme in tutta la superficie. In gioventù, la porzione discale
risulta ornata da fine granulosità forforosa o fioccosità di colore beige, più labile verso la periferia e
con il margine da fortemente forforoso a ciliato. In vecchiaia da molto finemente granulosa a liscia,
opaca e con lievi toni rosati.
Lamelle adnate allo stipite, larghe più volte lo spessore della carne pileica, piuttosto spesse, convesse,
molto spaziate (da 9 a 15 lamelle negli esemplari adulti), intercalate da 1-3 (5) lamellule, in gioventù ocra
molto chiaro poi concolori al pileo, filo lamellare bianco, finemente ciliato.
Stipite 5-15 x 1-2 mm, cilindrico o leggermente allargato verso l'alto, diritto, alle volte sinuoso, concolore
alla superficie pileica fistoloso, ornato da fioccosità e corte ciglia più chiare. base appena allargata, piatta,
strigosetta per i numerosi peli ifali di colore bianco che la ricoprono.
Carne esigua, lievemente ocracea; odore e sapore non testati.

Osservazioni
Sistematicamente, F. carpophilus var. subincarnatus, per le spore a parete sottile "più o meno collassante",
di color giallastro chiaro se osservate in H2O al microscopio, le lamelle per lungo tempo giallo pallido o
ocra pallido, e il diametro pileico ≤10 mm, o appena di poco superiore, si colloca nella Sezione Flammulaster
dell'omonimo genere.
Nella medesima Sezione coesistono diverse entità non da tutti accettate in quanto esistono pareri differenti
fra i vari Autori. Nel suo studio sul genere Flammulaster, Vellinga (1986), sostiene che i caratteri differenziali
di F. subincarnatus, in quanto rientranti nella variabilità fenotipica di F. carpophilus var. carpophilus (Fr.) Earle 1909,
non sono tali da mantenere separato il taxon a livello specifico quindi lo riconduce a livello varietale di quest'ultimo e,
per le medesime motivazioni, ricombina a livello varietale pure F. carpophiloides (Kühner) Watling 1967 e
F. rhombosporus (G.F. Atk.) Watling 1967.
Per contro, il Prof. Marcel Bon (1992), riconosce il rango il rango specifico di F. carpophiloides, F. rhombosporus
F. subincarnatus
.
Noi, in passato, abbiamo studiato un'ulteriore raccolta di F. subincarnatus, ed anche in quel caso ci siamo imbattuti
in tipologie di spore e cheilocistidi molto simili "se non identiche", a quelle riscontrate nella raccolta in oggetto.
Sembra singolare il fatto che, una specie, se pur simile nell'habitus, ma con due caratteri "spore e cheilocistidi",
sostanzialmente differenti, possa essere trattata come "rientrante nella variabilità fenotipica" di un'altra specie,
la quale dimostra una micrografia visibilmente differente.
In ogni caso, abbiamo avuto l'occasione di constatare, e qui segnaliamo, un particolare che potrebbe far riflettere
sulle effettive "sostanziali" differenze di alcuni caratteri, nel nostro caso microscopici, che sembrerebbero non
modificabili nelle forme ma che, di fatto, lo sono.
Si tratta delle spore e delle loro forme e misure che, in questa occasione, sono state prelevate da una porzione
lamellare ed hanno dimostrato un evidente e pronunciato dimorfismo, tanto che, abbiamo voluto fare una
misurazione di 100 unità per confrontarle con quelle misurate sullo stipite e inserite nella scheda descrittiva.

 

Design Stefano Pisciella

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