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Hebeloma velutipes Bruchet

Determinazione  di Hebeloma velutipes eseguita dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia , la scheda che leggerete riguarda una raccolta effettuata nelle Riserva del Borsacchio di Cologna Spiaggia Roseto, tale ritrovamento presente delle anomalie microscopiche e si tornerà a trovare i funghi nel medesimo sito per accertarne la stabilità dei caratteri.
Un grazie particolare all'amico Marino.

 

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)


Basionimo: Hebeloma velutipes Bruchet, (197°: 127. Holotipe: France, Ain, Les Echets (LY).
Sinonimi: Hebeloma longicaudum sensu Lange (1938a).
Hebeloma subtestaceum (Batsch), (1789).
Hebeloma subtestaceum (Batsch) Kuyper, Persoonia, Suppl. 3: 236 (1986), non subtestaceum Murrill, (1917)
Hebelomatis velutipes (Bruchet) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales - A.: 146 (1979) [1977]

Sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Basidiomi tricolomatoidi, tozzi, di taglia medio-piccola, colori chiari, stipite pruinoso, cheilocistidi da clavati a cilindrico-capitulati, spore mediamente ornamentate, fortemente destrinoidi.
Pileo 30-55 mm, all’inizio subgloboso, presto piano-convesso, in seguito spianato con o senza accenno di umbone ottuso; margine cortamente involuto, delicatamente ondulato, occasionalmente fessurato. Cuticola eccedente, liscia e viscosetta con l’umidità, lucida con il secco, finemente forforacea all’orlo; color crosta di pane al disco, beige molto chiaro in periferia, a seconda dello stadio di umidità priva di evidenti resti velari.
Lamelle ventricose, smarginate, sinuosette, mediamente fitte, in gioventù di colore bianco-crema, in seguito crema-ocra, infine ocra-grigiastro; intercalate da 2-3 (5) lamellule. Filo lamellare finemente crenulato, più chiaro, con scarse goccioline acquose ialine.
Stipite 35-65 x 12-25 mm, cilindrico, svasato all’apice, da leggermente allargato a bulboso. Interamente pruinoso. Di colore biancastro-sporco, beige, ocraceo più o meno intenso nelle zone manipolate o umidificate. Base vistosamente ricoperta da feltro miceliare di colore bianco tanto da simulare un’apparente pseudovolva.
Carne bianca (beige nell’exsiccatum). Sapore (exsiccatum), nettamente rafanoide, leggermente oleoso, dolce, amarescente dopo masticazione prolungata appena.
Basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (9,9) 11,1-13,6 (14,7) x (5,7) 6,3-7,8 (9,0) µm, in media 12,36 x 7,09 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9), Q.m. = 1,75, Vol. = (168) 243-420 (630) µm³, Vol.m = 330 µm³; in proiezione laterale amigdaliformi, papillate, ovoidi in proiezione frontale, fortemente destrinoidi, pallide in H2O, finemente ornamentate, perisporio aderente, molto raramente leggermente scollato, parete spessa e apicolo laterale ben evidente.

Basidi 25-35 x 7-10 µm, Vol.m = 1363 µm³, nella stragrande maggioranza tetrasporici, solo in piccola proporzione bisporici.
Cheilocistidi di tre tipologie: strettamente clavati 50-70 x 4-6 µm, da dritti ad appena sinuosi; cilindrico-capitulati 55-77 x 2-4 µm, apice largo 10-16 µm, da diritti a sinuosetti. Lageniformi 38-54 x 7-13 µm, collo 2-4 apice 6-10 µm. In maggioranza strettamente clavati, misti ad una buona percentuale di cilindrico-capitulati e ad una piccola parte di lageniformi. Fittamente disposti lungo tutto il filo lamellare tanto da renderlo sterile. Pleurocistidi non osservati.
Trama lamellare ± parallela, formata da ife cilindriche, ialine.
Pileipellis di tipo ixocutis, spessa (129) 150-178 (183) µm, formata da ife congofile, filiformi, spesse 2,5-5,1 µm, da coricate a confusamente intrecciate ed immerse in un gel congofobo, ialine o debolmente pigmentate di bruno-giallastro, in alcuni casi finemente incrostate, terminali di pari spessore o appena allargati fino a 6,0 µm, con tendenza a disporsi in ixotricoderma.
Subpellis a struttura pseudoparenchimatica, cellule misuranti 9,4-17,0 x 5,8-11,1µm.
Caulopellis formata da ife parallele, quelle esterne con diametro 3,2-7,3 µm, quelle più interne con diametro 6,5-15,4.
Caulocistidi in maggioranza di tipologia strettamente clavata 62-88 x 5-8 µm, meno numerosi quelli di tipologia capitulata 65-95 x 3-5 µm, apice 8-12 µm, in minor numero di tipologia lageniforme 43-68 x 9-15 µm, collo 3-7 µm, apice 6-12 µm, frammisti tra di loro e riuniti in folti mazzetti su buona parte della lunghezza dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni
H. velutipes è specie vicina a H. crustuliniforme (Bulliard) Quélet, dal quale si differisce per la taglia minore, le spore destrinoidi e la diversa morfologia dei cheilocistidi. Gli è simile anche H. leucosarx che però manifesta colori pileici più scuri, spore debolmente destrinoidi, e pileipellis strutturata diversamente.
Per quanto riguarda la sinonimia con Hebeloma leucosarx P.D. Orton 1960, rimandiamo gli interessati a quanto da noi scritto nelle osservazioni alla scheda di H. velutipes n.° 3686 dell’erbario di Muggia.
Questa volta, se pur con una certa difficoltà, abbiamo potuto verificare la presenza di goccioline lacrimanti situate sul filo lamellare di un giovane esemplare.
La raccolta in oggetto, oltre alle cellule marginali tipiche della specie, ha manifestato abbondanti cellule di forma particolare (di tipologia cilindrico-capitulata). Nella bibliografia da me consultata ho trovato un solo riscontro, in (Vesterh. 2005), e fa riferimento a H. vaccinum var. cephalotum Enderle & Vesterh. 2004, taxon che, però è provvista di basidiomi molto esili e colorazioni pileiche di tonalità completamente differenti.
Questo singolare riscontro, ci porterebbe a considerare l’ipotesi che, nel caso di successivi ritrovamenti che confermino la stabilità del carattere, vi sia la possibilità di istituire, anche per H. velutipes, una varietà a cheilocistidi capitulati, come del resto era già successo per H. vaccinum var. cephalotum.

Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica e stata ricavata dalle foto digitali a forte risoluzione relative alla raccolta in oggetto. Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale secco, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo Anionico. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e Raccolte studiate
N. scheda: 4985. Data di ritrovamento: 26/12/2012, Località: Riserva Borsacchio. Comune: Roseto degli Abruzzi (TE). Coordinate geografiche: 42°42'13.09"N 13°59'51.60"E. Altezza slm: 3. Habitat: Boschetto di Quercus ilex. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento: 06/02/2013.

Bibliografia
BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.
Breitenbach J. & F. Kränzlin – 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.

Grilli E. - 2007: Studio dei tipi nel genere Hebeloma. Proposta di soluzione di un garbuglio tassonomico. Che cosa è Hebeloma leucosarx? Micol. e Veget. Medit., 22 (2): 133-176.
Grilli E. - 1997 - Ridescrizione dei caratteri micromorfologici di Hebeloma hiemale. BGMB 40 (2-3): 251-260, 1997
Index Fungorum: http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
La Chiusa L. 1999 - Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240
La Chiusa L. 2007 - Introduzione allo studio del genere Hebeloma, BGMB, 50 (1-3): 7-144; 2007.
VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Febbraio 2013 21:20
 

Hebeloma sinapizans (Paulet) Gillet 1887

Fungo molto frequente nelle zone umide dei nostri boschi sia di latifgoglia che di conifere,
molto gregario, forma file e/o cerchi.


Pileo Ø fino a 70-90 mm, all’inizio convesso in seguito piano-emisferico, provvisto,
o meno di largo e basso umbone ottuso, margine intero; superficie pileica di colore ocra carico,
in un caso laterizio, più chiaro verso il bordo, margine biancastro, alle volte ornato da macule ocra scuro,
senza evidenti resti di velo, non viscido, non igrofano.
Lamelle sub-ventricose, sinuosette, adnate al gambo, mediamente fitte, intercalate da lamellule,
in gioventù bianco-grigiastre, in seguito ocracee, infine marrone, filo lamellare leggermente più chiaro,
finemente crenulato, non notate ne micro gocciole ne macule scure.
Stipite 70-90 x 10-22-(30) mm, cilindrico, diritto, o anche ricurvo in basso, base da claviforme
a bulbosa (submarginato), connati alla base nel numero di 2-4 esemplari ma anche singoli, pieno,
di colore biancastro, poi ocraceo chiaro, leggermente più scuro nella parte bassa; pruinoso scaglioso,
ornamentato da piccole squame e fioccosità biancastre tendenti a colorarsi di ocraceo con l'età.
Carne soda nel giovane, bianca, ocracea negli esemplari maturi, soprattutto nella zona corticale dello stipite;
odore rafanoide, sapore (da exsiccatum), rafanoide, leggermente amaro e piccantino;
basidiomi non annerenti in exsiccatum.

 

Hebeloma sacchariolens Quél. 1880

Hebeloma sacchariolens Quél. 1880

Thursday 04 November 2010

Vi presento la mirabile scheda dell'amico Marino Zugna che approfondisce lo studio necessario per

denominare l'Hebeloma trovato ai Prati di Tivo - Zona Lariceto - in Hebeloma sacchariolens:

Scheda nel Forum AMB di Muggia

Estratto della scheda:

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo 15-30 (40) mm, dapprima emisferico, quindi convesso, infine spianato con largo e ampio
umbone ottuso centrale, orlo ondulato, margine finemente crenulato negli esemplari adulti, viscoso.
Il colore risulta tendenzialmente ocraceo crosta di pane, più scuro verso il disco, zona marginale più chiara,
cosparsa da piccole guttule e martellature più scure, radialmente fibrilloso con l’umidità. Carnoso al centro.
Lamelle smarginato-uncinate, inframezzate da 1-5 lamellule, larghe e ventricose, mediamente spesse,
distanziate nei vecchi, in un esemplare di media grandezza abbiamo contato 26 lamelle, in gioventù ocracee
con leggera sfumatura rosa, poi brune, filo lamellare più chiaro, crenulato.
Stipite 30-50 x 3-5 mm, cilindrico, leggermente ristretto all’apice e allargato alla base, fibrilloso,
da biancastro a ocraceo più scuro con l’età, fino a brunastro, verso il basso; base ricoperta da feltro miceliare e
brevi rizoidi di colore bianco.
Carne da biancastra ad ocracea, polposetta poi fibrosa e alquanto igrofana nel midollo,
abbondante nella zona centrale del pileo, scarsa in periferia, di sapore dolce. Odore penetrante di
sapone di Marsiglia (n.d.L.). Basidiomi parzialmente annerenti in exsiccatum.
Descrizione microscopica della raccolta
Spore (9,89) 11,75-12,51-13,35 (16,44) x (7,37) 7,67-8,19-8,69 (10,03) µm, in media 12,57 x 8,19 µm,
Q. = (1,30) 1,45-1,64 (1,75) , Q.m. = 1,54 , Vol. = (297) 369-512 (865) µm³ , Vol.m. = 445 µm³, amigdaliformi
e spesso subpapillate in proiezione laterale, citriformi in proiezione ventrale; ornate da basse verruche, singole o
brevemente concatenate; parete spessa 0,5-1,2 µm, perisporio avvolgente non molto collassabile, da mediamente
a fortemente destrinoidi, apicolo evidente.
Basidi 27,5-47 x 7-14,5 µm, Q.m. = 3,48, Vol.m. = 2330 µm³, clavati, tetrasporici, raramente bisporici.
Trama lamellare regolare, formata da ife con diametro 4,5-11,5 µm.
Cheilocistidi 32-64 x 5-10,5 µm, Q.m. = 5,87, Vol.m. = 1440 µm³, da cilindrici a strettamente clavati fino a
sublageniformi, alle volte con apice sub-bulbilloso.
Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis in ixocutis spessa all’incirca 100-200 µm, formata da uno strato di circa di ife gelatinizzate, cilindriche,
con diametro di 2-3 µm, disposte disordinatamente, con l’apice allargato con diametro fino a 6 µm.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma. Caulopellis non investigata.

Osservazioni
All’interno del genere Hebeloma, le specie che compongono la sottosezione Saccharolentia Lange ex Bon,
si distinguono agevolmente per l’intenso e particolare odore che emanano, in bibliografia definito di sapone di Marsiglia,
oppure di zucchero caramellato (a mio avviso assomiglia in tutto al sapone deodorante per wc), peculiarità non propria di altri ebelomi.
Anche in questo caso, le differenze dei caratteri microscopici, all’interno del gruppo, sono minime.
Di seguito andiamo ad elencare le caratteristiche che ci hanno indotto a supporre la presunta determinazione.
Macroscopicamente: basidiomi di taglia medio-piccola con base dello stipite non fusiforme,
parzialmente annerenti negli exsiccata.
Microscopicamente: pileipellis formata da un ixocute non tendente a disporsi in ixotricoderma,
cheilocistidi in media superiori a 35 µm, spore con perisporio lasco “anche se non sempre”,
lunghezza media delle spore ≤ 13,5 µm, Q. medio ≤ 1.9. Dal lato sistematico ci siamo basati sulla monografia di Jan Vesterholt,
(VESTERHOLT J., 2005), del quale abbiamo adottato le relative sinonimie.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 4526. Data di ritrovamento: 02/09/2010. Località: Prati di Tivo –
lariceto. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°31'0.66"N 13°33'57.77. Altezza slm: 1280.
Habitat: tra larici e aghifoglie, qualche salice, zona fortemente igrofila. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Ultimo aggiornamento Giovedi 04 November 2010 19:57
 

Design Stefano Pisciella

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