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Russula roseoaurantia Sarnari 1993

Bellissima Russula trovata in una buia e piovosa giornata di Luglio al Ceppo e determinata grazie all'aiuto
del Sig. Marino Zugna del
Forum AMB di Muggia

Foto 800x536

Estratto dalla scheda presente in Forum:

Quadro macroscopico della raccolta
Basidiomi di dimensioni medio piccole e consistenza mediocre.
Pileo diametro 40-50 mm, all'inizio subgloboso, poi convesso, infine disteso con leggera depressione al disco,
orlo non scanalato con il secco, margine intero. Cuticola separabile, con l'umido viscosa e brillante, rugosetta
al disco nell'exsiccata, di colore fondamentalmente bianco o biancastro, soffusamente ocracea negli exsiccata.
Lamelle adnate, da diritte ad lievemente sinuosette, abbastanza spaziate, fragili, raramente bifide all'inserzione
allo stipite, scarsamente anastomosate, intervenate ai seni, costantemente di colore bianco, raramente intramezzate
da lamellule molto allungate, filo lamellare intero, concolore.
Stipite 40-50 x 10-20 mm, cilindrico, leggermente svasato all'apice, con base di pari larghezza o solo lievemente
allargata, pruinoso nella porzione superiore, quasi liscio altrove, di colore bianco, con corteccia piuttosto spessa,
all'inizio pieno poi midolloso lacunoso.
Carne bianca, appena ocracea alla manipolazione. Odore non testato. Sapore dolce.
Sporata: "Ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" biancastra = IIa - IIc (codice di Romagnesi).

Reazioni macrochimiche
FeSo4 = giallo-arancio. Guaiaco = verde scuro. Fenolo = marroncino. KOH = nullo. SV (exsiccata) = bruno-violaceo.  

Osservazioni
Per la peculiarità delle sue caratteristiche anatomiche, R. roseoaurantia si colloca nel Sottogenere Incrustatae Romagn.,
Sottosez. Lilacinae Melzer & Zvara.
Russula rosea Pers., 1796, può schiarire sino ad assumere sembianze simili a R. roseoaurantia, differisce da questa per la
reazione rosso puro alla Sulfovanillina, nell'exsiccatum.
Mauro Sarnari, nel recensire la pubblicazione monografica "Le Russule" (Galli 1996), a riguardo di Russula incarnata Quél.
scrive testualmente: determinazione corretta! Non di meno, questa puntualizzazione e funzionale a quella che segue.
Infatti, nella didascalia si afferma che "R. roseoaurantia Sarnari potrebbe rappresentare una varietà di R. incarnata poco
più grande, anche nelle spore, e più colorata, con gradazioni ocra arancio albicocca". Ciò costituisce una evidente
misinterpretazione, poiché R. roseoaurantia e un sinonimo (nomen novum!) di R. incarnata ss. Auct. (Galli compreso).
Infatti, questa sinonimia riguarda 1'omonima 'specie intesa nel senso incorrettamente stabilito da Blum, escludendo i
nvece quello originario di Quélet 1882 (1'intestatario del taxon), nonché il senso correttamente applicato da Bresadola,
Singer, J. Shaeffer (= R. velutipes; ovvero "R. aurora", nella nomenclatura adottata da Galli). Ovviamente, si tratta di
nostre personali conclusioni, fondate sul riesame del protologo e sulla ricostruzione delle vicende nornenclatoriali del taxon
"incarnata". e bene ricordare che altri Autori (Singer 1935 – >1986, Nicolaj 1978, Cetto 1989), chiamano questa specie R. lactea.
Noi abbiamo optato per R. roseoaurantia nom. novum., rinunciando a R. incarnata (nome incorretto e ambiguo, poco inserito
nel linguaggio corrente) e a R. lactea (idem)-.

A riguardo di Russula lactea Pers. Fr. 1838, sempre (Sarnari 1998), nelle note della chiave delle Lilaceinae, a piè di pagina,
scrive: "R. lactea" è un nomen confusum, interpretato alle volte come albino di R. lepida, di R. vesca, o come forma di esse
strettamente correlata. Il senso più recente e originale è quello stabilito da Einhellinger (1996), ma la Lilaceinae da lui
descritta chiede di essere rinominata. R. einhellingeri sp. nov. (= R. lactea Fr. ss. Einhell., non ss. Fr 1838, non ss. Auct. Var.)
.
Per quanto riguarda il nostro punto di vista a riguardo di questa raccolta "ed altre albine simili", non avendo che pochissima
esperienza in merito, ci accostiamo al pensiero esposto dagli esimi Autori su riportati, ricalcando il fatto che, tutte le
caratteristiche da noi riscontrate, sia macroscopiche che microscopiche, collimano senza dubbio con la diagnosi originale
di R. roseoaurantia.

 

Russula cavipes Britzelm. 1893

Piccola media Russula degli abeti bianchi che nella nostra provincia troviamo sparsi nei faggi
o meglio nelle abetaie del Ceppo.

Determinazione eseguira dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB Muggia

Cappello : 2-6 cm convesso e depresso negli individui vecchi, superficie liscia, untuosa,
violetta con intensità variabile.

Lamelle : biancastre tendenti al giallino, fragilissime e leggermente decorrenti.

Gambo : bianco, tondo, leggermente curvo verso la base,al taglio mostra delle cavità.

Carne : bianca, odore leggermente fruttato e sapore piccante

Foto 800x536

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 12:23
 

Russula olivacea (Schaeff.) Fr. 1838

Scheda di Marino Zugna di questa bella Russula dei faggi dalla commestibilità solo dopo prolungata cottura.

Scheda Forum Micologico AMB Muggia

Foto 800x536

Sinonimi:
Agaricus alutaceus Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 101 (1796)
Agaricus olivaceus Schaeff., Fung. Bavar. Palat. 3: tab. 204 (1770)

Descrizione della raccolta
Pileo Ø fino a 120 mm, molto carnoso, all'inizio emisferico poi da semi convesso a disteso, infine depresso,
con margine non scanalato, cuticola separabile per un terzo del raggio, asciutta, opaca o leggermente vellutata,
screpolata, rugulosa alla lente, di colore molto variabile, giallo-verde-olivastro frammisto a toni brunastro-vinosi.
Lamelle adnate, arrotondate all’inserzione, spesso anastomosate, bifide all’inserzione al gambo, inframezzate da
numerose lamellule, mediamente fitte nei giovani, spaziate negli esemplari adulti, spesse ma fragili, all’inizio biancastre,
infine giallastre, filo concolore.
Stipite 70 x 10-20 mm, cilindrico o con base leggermente allargata, fragile ma non cassante, bianco più o meno

soffuso di rosa, midollo spugnoso.
Carne bianca, leggermente pigmentata di vinoso-olivastro nella zona sotto cuticolare; odore fruttato, sapore dolce.
Reazioni macrochimiche: FeSo4 rossastro; Guaiaco = verdastro; Fenolo = violaceo; KOH negativo.
Sporata: non ottenuta.

 

Ultimo aggiornamento Lunedi 21 Marzo 2011 22:02
 

Russula medullata Romagn. 1997

Ecco una nuova scheda del Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia su un nostro ritrovamento di una bella ew delicata Russula, raccolta alle pendici del Gran Sasso.

Foto 800x536

Estratto dalla scheda nel Forum:

Quadro macroscopico della raccolta Basidiomi di dimensioni medie e consistenza soda.
Pileo diametro fino 50 mm, carnosetto, all'inizio subgloboso, poi convesso, infine disteso con
evidente depressione al disco, orlo leggermente scanalato con il secco, margine intero.
Cuticola separabile per metà raggio, all'inizio umida e brillante poi rugosetta, di colore
fondamentalmente verde, oppure, verde misto a toni grigiognoli, o anche, verde misto a toni
azzurrognoli, più scura al disco, spesso con chiazze depigmentate più chiare, e/o con piccole
macule rugginose, in un esemplare molto giovane, biancastra, soffusa a delicatissimi toni lilla,
misti ad altri giallo-verdastri.
Lamelle da adnate a brevemente decorrenti per un filo, negli esemplari giovani mediamente fitte
e leggermente lardacee piuttosto spaziate e fragili negli adulti, intramezzate da scarse lamellule di
diversa lunghezza, bifide all'inserzione al gambo, scarsamente anastomosate, intervenate ai seni,
all'inizio di colore avorio, poi crema, ocra a maturità, filo lamellare intero, concolore.
Stipite
30-40 x 10-20 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base e svasato all'apice, liscio, bianco,
accidentalmente macchiato di ocraceo, leggermente imbrunente alla base; all'inizio pieno,
presto spugnoso-midolloso.
Carne
bianca nel pileo, leggermente imbrunente alla manipolazione nella corteccia stipitale e nel midollo.
Odore nullo.
Sapore
interamente dolce.
Reazioni macrochimiche FeSo4 = marroncino (?). Guaiaco = lentamente verde. Fenolo = lentamente rossastro.
KOH = nullo.
Sporata: "
Ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" crema = IIIa/IIIb (codice di Romagnesi).

Osservazioni All'interno delle Griseinae, R. medullata si fa riconoscere per la sua sporata piuttosto carica,
intorno a IIIb, la sua carne, il sapore mai piccante, nemmeno nelle lamelle dei giovani esemplari .
La specie, con sporata di colore simile è sicuramente Russula ochrospora (Nicolaj ex Quadr. & W. Rossi) Quadr. 1984,
anch'essa a carne nettamente dolce, ma con spore diversamente ornamentate. Nella letteratura da noi consultata
la sporata di R. ochrospora arriva a IVa (C.R.), raramente può essere più chiara, intorno a IIIa/IIIb (C.R.), in questo caso,
a separare le due specie, viene in aiuto l'esame microscopico delle spore che, in quest'ultima, risultano essere di taglia
ben maggiore e possiedono un reticolo formato da maglie quasi sempre chiuse, mentre, in R. medullata le spore
presentano verruche isolate o soltanto eccezionalmente unite da brevi creste.

 

Russula turci Bres. 1882

Bella Russula trovata nell'Abetaia del Ceppo e determinata grazie allo studio dell'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

 

Russula turci

Ultimo aggiornamento Lunedi 03 Gennaio 2011 17:39
 
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