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Lacrymaria

Lacrymaria pyrotricha (Holmsk.) Konrad & Maubl.

Ordine: Agaricales Famiglia:Psarhyrallaceae Genere: Lacrymaria Specie:Lacrymaria pyrotricha

Ceppo - R.S.Maria (TE) - 1400 m slm -06.10.11

Scheda completissima di Marino Zugna di un raro fungo.Da notare l'enorme ricchezza di dati scientifici e bibliografia studiata che fanno capire come lo studio di questi essere viventi abbia bisogno di tantissimo tempo, capavità e passione.

 

Lacrymaria pyrotricha (Holmsk.) Konrad & Maubl., Revisione Hymenomycetes de France: 91 (1925)Basionimo: Agaricus pyrotrichus Holmsk., Beata Ruris Otia FUNGIS DANICIS 2: tab. 35 (1790)
Sinonimi
: Drosophila pyrothricha (Holmsk.) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 371 (1953)
Hypholoma pyrotrichum (Holmsk.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 114 (1872)
Hypholoma pyrotrichum var. pyrotrichum (Holmsk.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 114 (1872)
Lacrymaria pyrotricha (Holmsk.) Konrad & Maubl., Revisione Hymenomycetes de France: 91 (1925)
Psathyrella pyrotricha (Holmsk.) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stuttgart) 2b/2: 218 (1967)


Posizione Sistematica
: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta

Pileo
30-60 mm, all'inizio convesso poi emisferico, infine espanso con largo e basso umbone abbondantemente feltrato, squamosetto al disco. Pileipellis di colore terra di Siena, abbondantemente ricoperta da resti di velo fibrillosi di color rossastro e disposti radialmente. Margine sottile, fortemente appendicolato da abbondanti resti di velo rossastro e da macchie nere dovute ai grumi di spore.
Lamelle mediamente spaziate, molto larghe, da rotondato-annesse ad adnate, intercalate da 1-3 lamellule di diversa grandezza, all'inizio bruno-rossastre, poi porpora-nerastre, marezzate, con filo più chiaro finemente fimbriato, gementi delle goccioline opalescenti.
Stipite
50-80 x 3-5 mm, centrale, cilindrico, diritto, ingrossato alla base, bianco, nudo e pruinoso nella porzione superiore, a cui fa seguito una zona composta da fibrille araneiformi a simulare una porzione subanulare, in basso ricoperto da squame e fibrille concolori al pileo. Cavo.
Carne
poco consistente, acquosetta, ocracea nel pileo, giallastro-aranciata nello stipite. Odore da sub-nullo ad appena terroso.
Sapore
dolciastro, appena amarognolo dopo prolungata masticazione.
Sporata
nerastro-porpora.

Quadro microscopico della raccolta
Spore
(9,5) 9,9-11,2 (11,6) x (6,2) 6,4-7,2 (7,5) µm, in media 10,63 x 6,83 µm, Q. = (1,3) 1,4-1,6 (1,8) , Q.m. =1,56, Vol. = (202) 222-298 (330) µm³ , Vol.m = 260 µm³, in proiezione laterale da amigdaliformi a largamente citriformi con plaga soprailare appiattita, apice da subpapillato a papillato, in proiezione ventrale subovoidi, con apice subpapillato e base arrotondata; ornate da piccole verruche irregolari, leggermente in rilievo; poro germinativo centrale, tronco, largo fino a 2 µm; al microscopio ottico di colore bruno-cioccolato in KOH 5%, bruno-rossastre in H2SO4, 72%, appendice ilifera poco prominente, incolore.
Basidi
24-33 x 8-11 µm, in media 29 x 9,5 µm, Q.m. = 3,0, Vol.m = 1417 µm³, clavati; tetrasporici.
Trama lamellare
formata da ife parallele, 24-80 x 9-19 µm, in media 48 x 14 µm, Q.m. = 3,4, Vol.m = 5633 µm³.
Cheilocistidi
49-83 x 8-14 µm, in media 69 x 11 µm, Q.m. = 6,5, Vol.m = 4336 µm³, per la stragrande maggioranza slanciati, strettamente peduncolato-clavati e con apice sub-capitato, più raramente subcilindrici e con apice appena allargato, fittamente disposti su tutto il filo lamellare.
Pleurocistidi
36-67 x 8-12 µm, in media 50 x 10 µm, Q.m. = 5,0, Vol.m = 2734 µm³, non rari, isolati o in cluster, cilindrico-utriformi, ventricosi, con sommità di pari spessore o appena arrotondata, raramente subcapitata.
Pileipellis di tipo imeniderma, organizzata in più strati di cellule da
subglobose a subpiriformi, misuranti 24-38 x 20-28 µm, di diametro e parete mediamente spessa, delicatamente tinte di un pigmento parietale su toni ocra-arancio, terra di Siena, alle volte leggermente cosparse da granulazione incrostante concolore o ialina.
Velo
63-151 x 7-16 µm, costituito da ife cilindriche, settate e fibbiate, disposte radialmente, distese e più o meno intrecciate; elementi terminali cilindrici, flessuosi, lunghi fino a 120 x 15 µm; tinteggiate da un evidente pigmento parietale dai toni Arancio-Terra di Siena, spesso abbondantemente cosparse da granulazione incrostante più pallida.
Caulopellis di tipo cutis, costituita da ife cilindriche, parallele, settate, misuranti 28-100 x 5-9 µm,
abbondantemente incrostate da pigmento giallo-arancio.
Caulocistidi non osservati.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti investigati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco reidratato con KOH 5%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali
si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Bella e rara specie, in L. pyrotricha è molto simile e spesso confusa con la più comune Lacrymaria lacrymabunda (Bull.:Fr.) Pat. Il quadro microscopico di quest'ultima, se non per minimi scarti micrometrici è praticamente sovrapponibile per tutti gli elementi da noi presi in esame. L'unica differenza microscopica sostanziale la si può riscontrare nella differente pigmentazione delle ife del rivestimento velare, il quale, se pur dello stesso tipo, in L. pyrotricha si presenta di colore più intenso, ocra-aranciato, terra di Siena, mentre in L. lacrymabunda esso è biancastro-ocraceo. Macroscopicamente L. pyrotricha si fa notare per i colori "fiammeggianti" del suo velo mentre le tonalità di L. lacrymabunda risultano più smorte, su tonalità ocra-grigiastre. Un ulteriore differenza l'abbiamo riscontrata nell'habitat, in quanto L. lacrymabunda preferisce vegetare tra l'erba, in terreni di riporto, nei giardini, parchi o zone ruderali, L. pyrotricha l'abbiamo sempre ritrovata nei boschi di Picea abies, o Fagus sylvatica.
Lacrymaria glareosa
(J. Favre) Watling, (1979) differisce dalla nostra, principalmente, per la totale diversa conformazione dei cistidi imeniali.

Dalla
bibliografia consultata, rileviamo che diversi AA., ritengono le specie Europee appartenenti al genere Lacrymaria prive di pleurocistidi, essi sono:
Watling & Gregory (1987) assenti in: L. pyrotricha,
L. lacrymabunda, L. glareosa.
Breitenbach & Ktanzlin (1995), assenti in: L. lacrymabunda = L. pyrotricha.

Gennari A. (2005) Funghi – Arezzo:
assenti in: L. lacrymabunda.
Papetti, Consiglio & Simonini (2001), assenti in: L. lacrymabunda.


Per contro, gli AA. che le ritengono pleurocistidiate sono:

Bizio E. (1991), Società Veneziana di Micologia. Scheda n° 286, presenti in: L. pyrotricha, L. lacrymabunda.

Malençon & Bertault (1970), presenti in: Drosophila velutina =
L. lacrymabunda.
Häffner (1994), presenti in: L. lacrymabunda, L. glareosa, L. lacrymabunda var. olivacea.

Noi ci associamo a questi ultimi, in quanto, nelle nostre numerose osservazioni, sia di L. lacrymabunda che di L. pyrotricha, abbiamo sempre riscontrato una costante e numerosa presenza di pleurocistidi, anche molto distanti da quello che si potrebbe definire filo lamellare.

Dati relativi alla raccolta N. scheda: 4812. Data di ritrovamento: 06/10/2011. Località: Ceppo. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: Bosco di F. sylvatica, in terreno ricco di sostanze organiche. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 07/02/2012

Altre raccolte studiate

Non inventariate

Lacrymaria lacrymabunda
(Bull.) Pat.
13/09/93.: Sottolongera: Trieste. s.l.m.: 150. Habitat: boschetto di rovere. Legit: Bersan F.

29/10/06.: Dolenja Vas (SLO). s.l.m.: 538. Habitat: in zona prativa a pascolo equino. Legit: Paro A.

Inventariate

N. scheda: 786: 07/11/00: bosco Vignano: Muggia (TS). s.l.m.: 05. Habitat: su terra nuda riportata. Legit: Zugna.

N. scheda: 1398: 31/08/02: Passo Pura: (UD). s.l.m.: 1500. Habitat: - P. excelsa, F. sylvatica. Legit: Bersan F.

N. scheda: 2961: 03/11/05: Laghi Noghere: Muggia (TS). s.l.m.: 1. Habitat: in zona prativa. Legit: Zugna, Lui G.

N. scheda: 4754 : 06/11/11: Rio Storto: Muggia (TS). s.l.m.: 17. Habitat: R. pseudoacacia. Legit: Biasoli E., Zugna.

Lacrymaria pyrotricha
(Fr. ex Holm.) Lange
N. scheda: 246: 10/10/91: Postojna (SLO): s.l.m.: 600. Habitat: P. excelsa, O. carpinifolia, F. sylvatica. Legit: Zugna.

N. scheda: 635: 20/06/99: Postojna (SLO). s.l.m.: 600. Habitat: Bosco misto su pezzo di legno. Legit: Zugna, Verdi L.

N. scheda: 3459: 11/04/07: Fiume Tordino: Teramo. s.l.m.: f.1. Habitat: su terra nuda. Legit: de Ruvo B.


Bibliografia consultata
Cetto, 1987
: I funghi dal vero vol.5 , pl.n.1747
Breitenbach J. & F. Kränzlin – 1995
- Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.
Gennari A. (2005) funghi - Arezzo

M. Moser - 1980
: Guida alla determinazione dei funghi .
Hausknecht A. & Krisai - Greilhuber I., 1997
. Some rare Agaricales with brown or darker spores. Fungi non Delineati II: 1-32. Libreria Mykoflora-Alassio.

Kuhner & Romagnesi - 1974
: Flore analytiquee.
Malençon G. & Bertault R., 1970. Flore des champignons supérieurs du Maroc. Tome I. Rabat
C. Papetti, G. Consiglio, G. Simonini
2001, Atlante fotografico dei Funghi d'Italia - Vol. 1.
Roy Watling & Norma M. Gregory
- 1987
: British Fungus flora. vo1.5 Strophariaceae & Coprinaceae

 

Design Stefano Pisciella

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