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Entoloma papillatum var. cystidiophorum

Bel ritrovamento di un piccolissimo fungo che ha impegnato non poco il Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggiia nell'individuazione del giusto epiteto.

Questa è la sua scheda:

Entoloma papillatum var. cystidiophorum

Vila, Noordel. & F. Caball., Fungi Non Delineati, Raro vel Haud Perspecte et Explorate Descripti aut Definite Picti 45: 82 (2008)


Sistematica: Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Basidiomi di portamento micenoide, taglia da piccola a molto piccola, carne esigua, crescita boschiva in aghifoglia e latifoglia, abbastanza precoce.

Pileo 8-15 mm, all’inizio conico-campanulato, successivamente campanulato, infine espanso, porzione discale, solitamente con piccolo umbone, da ottuso a papillato, in qualche caso assente; margine intero, a lungo involuto, appena leggermente striato per trasparenza con tempo umido. Rivestimento pileico leggermente igrofano, glabro e lucido con l’umido, fibrilloso con il secco; colorazioni pileiche tendenzialmente bruno-rossastre, più o meno intense a seconda del grado di umidità, bruno-grigiastre con tempo secco. Exsiccatum nerastri.
Lamelle da annesse a quasi libere, ventricose, moderatamente spesse, piuttosto rade (in un esemplare maturo abbiamo contato 19 lamelle), inframezzate da 3-5 lamellule, raramente bifide, in gioventù di colore crema, presto rosa-bruniccio, infine grigio-brunastre: filo lamellare concolore, intero o molto finemente crenulato.   
Stipite 17-40 x 1,5-2 mm, d’aspetto molto esile, cilindrico, leggermente allargato alla base, concolore al pileo, vistosamente pruinoso nella porzione apicale, verso in basso longitudinalmente striato e ornato da fibrille biancastre, porzione basale ornata da un fine tomento di colore biancastro, base larga fino a 4 mm; cavo a maturità.
Carne esigua, acquosa, di colore bruniccio. Odore e Sapore nel fresco non testato, rancido nell’exsiccatum.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (10,5) 11,5-14,5 (16,0) x (8,0) 8,5-10,1 (11,0) µm, in media 13,05 x 9,26 µm; Q. = (1,1) 1,2-1,5 (1,7), Q.m = 1,41; Vol. = (377) 441-753 (895), Vol.m = 591µm³; eterodiametriche, con 5-6 angoli in proiezione laterale.
Basidi (31,8) 33,8-45,6 (47,4) x (10,3) 10,4-11,5 (11,6) µm; in media 39,3 x 10,9 µm, Q.m = 3,59; Vol.m = 2469 µm³; tetrasporici ed in parte bisporici, claviformi, più o meno pedicellati, con giunto a fibbia basale non sempre presente.
Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche, molto allungate, settate, con diametro (6,9) 8,3-19,1 (21,0) µm, con pigmento intracellulare brunastro, ed alle volte epiparietale molto finemente incrostante.
Cheilocistidi (22,0) 24,0-51,7 (59,9) x (3,0)3,4-5,4 (5,5) µm, apice (6,0) 6,4-8,9 (10,3) µm, in media 42,1 x 4,2 x 7,6 µm, flessuosi, da subcilindrici a strettamente clavati,
spesso settati alla base, in alcuni casi con apice subcapitulato, disposti singolarmente o in gruppetti di due, tre individui, frammisti ai basidi; filo lamellare fertile.
Pileipellis costituita da una cutis di ife cilindriche con diametro di (3,0) 4,5-10,4 (10,6) µm, in H2O si evidenzia un pigmento intracellulare ed epiparietale fortemente incrostante, entrambi di colore brunastro. Pileocistidi non osservati.
Stipitipellis costituita da una cutis di ife cilindriche con diametro di (3,1) 3,6-6,7 (6,8) µm, presente un pigmento intracellulare e epiparietale incrostante di colore brunastro.
Caulocistidi (23,7) 26,2-62,1 (66,6) x (2,6) 3,1-7,7 (8,9) µm, (2,7) 3,7-8,1 (8,8) µm, in media 41,2 x 5,5 x 5,46 µm, flessuosi, subcilindrici, in alcuni casi sublageniformi, in alcuni casi con apice subcapitulato, altre volte con apice bifido; numerosissimi, disposti in folti mazzetti nella porzione superiore dello stipite.
Giunti a fibbia presenti, ma non abbondanti, in tutti i tessuti investigati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 2%,  abbiamo usato una soluzione di H2O satura di zucchero per fissare le incrostazioni della pileipellis. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell’apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4990. Data di ritrovamento: 21/10/2012. Località: Colle dell'Asino. Comune: PIETRACAMELA (TE). Coordinate geografiche: 42°29'53.18"N 13°31'11.6. Altezza slm: 1460. Habitat: In zona prativa, tra esemplari di Hieracium pilosella ed altre erbe prative, con presenza di Fagus sylvatica in lontananza. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 11/02/2013

Osservazioni
Per la somma delle caratteristiche microscopiche sopra descritte, E. papillatum var. cystidiophorum, si colloca nel Sottogenere Nolanea (Fr.: Fr.) Noordel., Sezione Papillata (Romagn.) Noordel., SottoSezione Papillata (Romagn.) Noordel., assieme ad altre otto entità elencate di seguito: E. papillatum (Bres.) Dennis 1953 var. papillatum; E. clandestinum (Fr.) Noordel. 1980; E. kerocarpus Hauskn. & Noordel. 1999; E. lucidum (P.D. Orton) M.M. Moser 1978; E. sericeonitens (P.D. Orton) Noordel. 1980; E. proterum Noordel. & Wölfel 1987; E. ortonii Arnolds & Noordel. 1979; E. violaceovernum Noordel. & Wölfel 1987. Macroscopicamente, tutti molto simili, dal punto di vista microscopico, tutte le specie su elencate si differenziano dalla raccolta in oggetto per la totale assenza di cheilocistidi.
Anche in questo caso possiamo segnalare la massiccia presenza di caulocistidi, situati nella porzione apicale dello stipite e discendenti per ¼ di stipite.

Bibliografia consultata
Breitenbach, J., KrÄnzlin, F., 1995: Champignons de Suisse. Tome 4. - Lucerne: Mykologia.
Consiglio, G. 1997: Contributo alla conoscenza dei macromiceti dell'Emilia-Romagna. IV. Genere Entoloma. XL 1: 3.
Consiglio, G. 2000: Contributo alla conoscenza del Genere Entoloma. Parte seconda. XLIII (3): 211-226.
Noordeloos, M.E., 1992: Entoloma s.l. - Saronno: Giovanna Biella.
Noordeloos, M.E., 1998: Flora Agaricina Neerlandica n° 1: 96-97.
Noordeloos, M.E. & Hausknecht A., 2000: Tre nuove Entolomataceae (Agaricales) dall’Italia. BGMB 43(3): 23-33.
Noordeloos, M.E., 2004: Entoloma s.l. Supplemento. - Alassio: Massimo Candusso.
JORDI VILA & FERRAN CABALLERO: 2007 - Fungi non delineati. XXXVIII - Entoloma nuevos o interesantes de la Península Ibérica. Edizioni Candussa, I – Alassio – (SV) 2007.

 

Entoloma vernum S. Lundell 1937

Fungo trovato sui prati alti del Ceppo e sapientemente determinato dal Si. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Foto 800x536

Estratto dalla scheda in Forum :

Descrizione macroscopica della raccolta
Basidiomi di portamento micenoide, taglia da piccola a medio-piccola, carne esigua, crescita boschiva
in aghifoglia e latifoglia, solitamente precoce, del tutto simile a E. hirtipes.

Pileo largo 20-40 mm, all'inizio conico-campanulato, successivamente campanulato, infine espanso
con papilla centrale ben evidente, margine intero, a lungo involuto, appena leggermente striato per
trasparenza con tempo umido. Igrofano. Rivestimento pileico glabro, innatamente fibrilloso, da lucido
a leggermente untuoso con l'umido, colorazioni pileiche tendenzialmente brunastre intense a seconda
del grado di umidità, da bruno-seppia a bruno-dattero; bruno-grigiastro con tempo secco, bruno-nerastro
negli esemplari posti in exsiccata.

Lamelle da annesse a strettamente adnate, ventricose, manifestamente venate, inframezzate da 5-8 lamellule,
in gioventù di colore crema-grigiastro, presto rosa-grigiastre, infine rosa-brunastre, filo lamellare concolore,
finemente ondulato.

Stipite 30-50 x 3-6 mm, da cilindrico a svasato all'apice e leggermente allargato alla base,
sostanzialmente grigiastro, pruinoso nella porzione apicale, ornato da striature fibrillose argentee disposte
longitudinalmente fin quasi alla base, ricoperto da un tomento bambagioso di colore bianco nella porzione basale,
di aspetto esile, facilmente fratturabile, da giovane pieno ma presto cavo.

Carne esigua, acquosa, di colore bruno-grigiastro. Odore nullo. Sapore non testato nel fresco, rancido nell'exsiccata.

Osservazioni
Per la somma delle caratteristiche microscopiche sopra descritte, E. vernum, si colloca nel
Sottogenere Nolanea (Fr.: Fr.) Noordel., Sezione Papillata (Romagn.) Noordel., Sottosezione Cosmeoexonema
(Largent & Thiers), assieme ad altre cinque entità delle quali, di seguito, evidenziamo sinteticamente le principali
differenze macro e/o microscopiche.

Entoloma sacchariolens (Romagn.) Noordel. 1980, microscopicamente, possiede cheilocistidi, spore leggermente
più strette, con Q.m 1.3. A livello olfattivo si riconosce per l’odore di deodorante per wc, simile a quello di
Hebeloma sacchariolens
.

Entoloma ameides (Berk. & Broome) Sacc.1887, privo di cheilocistidi, possiede spore leggermente più strette, con
Q.m 1.25, ed una pileipellis con ife solo finemente incrostate, possiede anch’esso lo stesso odore di deodorante per wc

Entoloma sericeum (Bull.) Quél. 1872, privo di cheilocistidi, possiede spore isodiametriche, con Q.m 1.1 un
forte odore di farina.

Entoloma sphaerocystis Noordel. 1980, possiede cheilocistidi da largamente claviformi a globosi.
Entoloma tibiicystidiatum Arnolds & Noordel. 1979, possiede cheilocistidi tibiformi.
Solitamente, nel Genere Entoloma, salvo in poche specie, non si fa cenno della presenza o assenza di
caulocistidi in quanto non è uso investigare la stipitipellis. Nel caso di E. vernum si fa riferimento a
caulocistidi capitulati “abbondanti?” presenti nella zona alta dello stipite (Noordel. 1992-2004).

Nell’investigare la stipitipellis possiamo dire di aver notato ben pochi e rarefatti (caulocistidi “veri?”),
in quanto essi avevano più la forma di semplici ife della stipitipellis con terminale prono o appena rialzato
e leggermente allargato, al punto che forse sarebbe meglio chiamarli peli caulostipitali o pseudocaulocistidi.

Mentre in una raccolta di E. hirtipes, del quale non si cita mai la presenza di caulocistidi, abbiamo riscontrato
folti gruppi di cheilocistidi capitulati veri, situati nella porzione alta dello stipite, discendenti, per un buon tratto.

Forse, l’aspetto della stipitipellis non è stato indagato perché ritenuto non significativamente valido dal punto di
vista tassonomico, forse perché instabile, o troppo monotono nei suoi caratteri.

Comunque, sarebbe bene, quando si descrive una specie, annettere quante più informazioni e dati possibili,
senza omettere nulla, altrimenti, come nel caso di E. hirtipes e E. vernum, sembrerebbe che la presenza/assenza
dei caulocistidi possa essere un buon carattere di distinzione, in quanto, dalla bibliografia sui generis, si è propensi
a ritenere che il primo non possegga caulocistidi, visto che non vengono mai citati
(ed invece ci sono e sono anche abbondantissimi), mentre nel secondo ci siano in abbondanza
(invece ce ne sono pochi e anche malformati

 

Entoloma hirtipes (Schumach.) M.M. Moser 1978

Fungo trovato nelle splendide faggete della Morricana a fine Aprile del 2011 e sapientemente studiato
dal Sig. Marino Zugna del
Forum AMB di Muggia

Foto 800x536

Estratto dalla scheda presente in Forum:

Descrizione macroscopica della raccolta
Basidiomi di portamento micenoide, taglia da piccola a medio-piccola, in alcuni casi media, carne esigua,
crescita boschiva in aghifoglia e latifoglia, abbastanza precoce.

Pileo largo 20-50 mm, all'inizio conico-campanulato, successivamente campanulato, infine espanso con
umbone centrale sempre ben evidente, margine intero, a lungo involuto, appena leggermente striato per
trasparenza con tempo umido. Igrofano. Rivestimento pileico glabro, innatamente fibrilloso, da lucido a
leggermente untuoso con l'umido, colorazioni pileiche tendenzialmente brunastre più o meno intense a
seconda del grado di umidità, da bruno-seppia a bruno-dattero; bruno-grigiastro con tempo secco,
bruno-nerastro negli esemplari posti in exsiccata.

Lamelle da annesse a strettamente adnate, ventricose, spesso intervenate ai seni, inframezzate da
3-5 lamellule, in gioventù di colore crema-grigiastro, presto rosa-grigiastre, infine rosa-brunastre,
filo lamellare concolore, finemente ondulato.

Stipite 40-100 x 3-6 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, sostanzialmente bruno-grigiastro,
pruinoso nella porzione apicale, ornato da striature fibrillose argentee disposte longitudinalmente fin quasi
alla base, ricoperto da un tomento bambagioso di colore bianco nella porzione basale, di aspetto esile,
facilmente fratturabile, da giovane pieno ma presto cavo.

Carne esigua, acquosa, di colore bruno-grigiastro. Odore di pesce, Sapore non testato nel fresco,
rancido nell'exsiccata.

Osservazioni
Segnaliamo la massiccia presenza di caulocistidi subcapitulati, situati nella porzione apicale dello stipite
e discendenti per ¼ di stipite. Non sappiamo quanto, questo particolare, possa essere ritenuto “forte” a
livello tassonomico, in ogni caso, riteniamo questo, un carattere abbastanza singolare e merito di eventuali
approfondimenti. Singolare il fatto che, nella bibliografia sui generis, da noi consultata, non siamo riusciti a
trovare nulla che accenni alla presenza di caulocistidi.

Per la somma delle caratteristiche microscopiche sopra descritte, E. hirtipes, si colloca nel Sottogenere
Nolanea
(Fr.: Fr.) Noordel., Sezione Mammosa (Romagn.) Noordel., assieme ad altre cinque entità,
delle quali di seguito, evidenziamo sinteticamente le principali differenze macro e/o microscopiche.

E. kuehnerianum Noordel. 1985, è sicuramente la specie che, microscopicamente, meno si differenzia
dalla raccolta in oggetto, al punto che, per diverso tempo, l'Autore del taxon lo ha ritenuto una varietà
di E. hirtipes =
E. hirtipes var. sericoides (Kühner) Noordel. 1980, e solo dopo ulteriori studi ha considerato
l'opportunità di elevarlo a livello di specie, in base al suo portamento, al colore del basidioma, al particolare
ambiente di crescita (strettamente praticolo) e alla forma delle spore.

E. hebes (Romagn.) Trimbach 1981, possiede spore in media meno larghe di 8 µm, il filo lamellare si presenta
completamente sterile, giunti a fibbia abbondanti nell'imenio rari altrove.

E. olivaceohebes Noordel. & Hauskn. 2000, possiede pileo e stipite con tonalità olivacee, le spore hanno una
forma da isodiametrica a subeterodiametrica, la pileipellis presenta giunti a fibbia,.

E. malenconii Vila & Llimona (2002), possiede spore piccole, in media 8,5-9,5 x 6,9-8,0 µm, la pileipellis
presenta giunti a fibbia.

E. palmense Wölfel, Noordel. & Dähncke 2001, spore piccole, in media 9-12,5 x 7-9,5 µm con 5-6 angoli,
talvolta quasi romboidali; giunti a fibbia completamente assenti.

Ulteriore similitudine la si può riscontrare in E. vernum S. Lundell 1937, appartenente alla
Sezione Papillata (Romagn.) Noordel., Subsezione Minuta (Romagn.) Noordel., il quale possiede spore
di forma differente e cheilocistidi totalmente assenti.

 

Design Stefano Pisciella

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