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Melanoleuca polito-inaequalipes Béguet ex Traverso & Zott

Eccovi la scheda di una bella e tardiva Melanoleuca trovata nel tardo autunno ai Prati di Tivo, determinazione, scheda e foto micro del Sig. Marino Zugna del Forum AMB di MUGGIA.

Melanoleuca polito-inaequalipes Béguet ex Traverso & Zotti [as 'politoinaequalipes'], in Traverso & Zotti, Bulletin Semestriel de la Fédération des Associations Mycologiques Méditerranéennes 22: 32 (2002)

 

Basionimo: Melanoleuca grammopodia var. polito-inaequalipes Béguet [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 2(no. 5): 37 (1972)

Sinonimi: Melanoleuca grammopodia var. polito-inaequalipes Béguet [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 2(no. 5): 37 (1972).

Melanoleuca polito-inaequalipes (Béguet) Bon [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 9(no. 33): 59 (1978).


Posizione sistematica: Fungi, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Agaricomycetidae, Agaricales, Tricholomataceae, Melanoleuca

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 50-60 mm, da prima subemisferico, quindi disteso-convesso con largo e basso umbone ottuso, liscio e glabro, margine leggermente involuto, intero. Igrofano. Con il tempo umido di colore castano-bruno, testa di moro nella porzione discale, finalmente più chiaro al margine. In exsiccatum uniformemente di colore grigio-cenere.
Lamelle mediamente fitte, ventricose, smarginate con breve dentino, alte due volte lo spessore della carne pileica, di colore crema-biancastro, filo lamellare intero, concolore alle facce, spesso bifide, inframezzate da 1 (2) lamellule.
Stipite 40-50 x 10-15 mm, cilindrico, diritto o leggermente curvo in basso, a volte appena svasato all’apice, molto finemente pruinoso nella porzione apicale, leggermente fibrilloso altrove; da biancastro a crema-biancastro. Base da leggermente ristretta ad appena più larga.
Carne di colore crema-biancastro, se imbibita tendente leggermente ad imbrunire nella porzione subcuticolare; soda nel giovane, fibrosa in vecchiaia.
Odore subspermatico e sapore dolce e leggermente acidulo, tipici del genere.

Descrizione degli elementi microscopici
Spore (7,7) 8,0-9,1 (10,0) x (4,5) 4,9-5,6 (6,1) µm, in media 8,51 x 5,25 µm, Q. = (1,4) 1,5- 1,7 (1,8); Q.m.= 1,62; Vol. = (86) 103-148 (181), Vol.m.= 123 µm³, ellittiche, ornate da verruche dense, non molto prominenti, per lo più isolate, plaga ilare ben visibile, non amiloide ma con bordo delimitato da verruche connesse e fortemente amiloidi.
Basidi 27,3-32,6 x 8,9-10,4 µm, in media 30,43 x 9,77 µm, Q.m.= 3,12, Vol.m.= 1523 µm³, strettamente clavati, tetrasporici. Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche.
Cheilocistidi 35,7-66,9 x 6,2-11,6 µm, in media 46,32 x 8,17 µm, Vol.m.= 1683 µm³, sublageniformi, con 1, 2 (3) setti mediani (tipo Ecxscissae), con porzione basale da inflata a subisodiametrica e porzione terminale da più o meno conica a lanceolata e priva di cristalli. Filo lamellare eteromorfo, composto da rari o molto rari cheilocistidi, frammisti a basidi e basidioli. Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis di tipo cutis con tendenza a subtricoderma, formata da uno strato sottile di sottili ife leggermente gelatinizzate con diametro 2,6-6,9 µm, ialine; terminali cilindrici, leggermente affusolati all’apice; subpellis formata da ife confusamente intrecciate, cilindriche, con diametro 5,3-11,4 µm. Pileocistidi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, le esterne con diametro 2,7-4,4 µm, quelle interne con diametro 4,7-10,1 µm, ialine, lungamente settate.
Peli caulinari da subcilindrici a subclavati misuranti 28,0-58,9 x 3,3-6,7 µm, all’apice 7,1-11,0 µm, in media 43,61 x 4,43 x 8,67 µm, Vol.m.= 475 µm³, raggruppati in fitti mucchietti nella porzione apicale dello stipite. Caulocistidi a pelo d’ortica non osservati
Giunti a fibbia assenti in tutti i tessuti del basidioma.
Sporata “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum”, bianco-crema = IIa - IIb, (codice di Romagnesi).
Reazioni chimiche: Tintura di Guaiaco (da exsiccatum), bruno-verdastro dopo 1/2 ora.

Osservazioni
La raccolta in oggetto di studio, rappresentata da tre esemplari, presenta toni pileici piuttosto insoliti, probabilmente, dovuti a circostanze estreme in quanto sommersi da uno strato di neve.
Nell’articolo pubblicato da (Fontenla et alt., 2002), gli autori, paragonandole con M. polito-inaequalipes, prendono in esame due specie macroscopicamente simili nei colori “quando questi sono chiari.
M. substrictipes Kühner 1978, la quale non raggiunge mai colorazioni pileiche così scure, rimanendo sempre piuttosto chiara, con toni che vanno dal bianco avorio al bianco-crema, al massimo con il disco brunastro.
M. pseudoevenosa Bon ex Bon & G. Moreno 1980, anch’essa con colori piuttosto chiari, i quali vanno da bianco puro a crema, beige-caffelatte pallido, alle volte con disco grigio-ocraceo.
In un ulteriore lavoro, (Fontenla et alt., 2003), a pag. 61, propongono una fotografia di M. polito-inaequalipes con toni pileici del tutto simili a quelli dei nostri esemplari.
Nel nostro caso, dovremmo paragonare ben altre specie.
Tralasciando per ovvi motivi le specie macrocistidiate, prendiamo in esame alcune specie incluse nella Sottosezione Grammopodinae e Exscissae, con tonalità pileiche più o meno brunastre, possedenti cheilocistidi a pelo d’ortica, settati o plurisettati, con base poco ingrossata e apice conico, delle quali, di seguito diamo una breve e sintetica lista delle principali caratteristiche differenziali.
M. grammopodia (Bull.) Murrill, 1914, specie solitamente di taglia piuttosto massiccia e con tonalità pileiche bruno-caffelatte, bruno-camoscio; microscopicamente, presenta cheilocistidi molto numerosi, in maggior parte di forma tipica (a pelo d’ortica, con collo cilindrico).
M. paedida (Fr.) Kühner & Maire 1934, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-grigiastre, carne dello stipite leggermente imbrunente e con netto odore di farina; microscopicamente si differenzia per possedere spore finemente cristulate.
M. kuehneri Bon 1988, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-giallastre, carne dello stipite nettamente imbrunente; microscopicamente si differenzia per possedere spore grossolanamente verrucose e numerosi caulocistidi a pelo d’ortica.
M. fusca (Cleland) Grgur. 1985, specie di piccola taglia, possiede tonalità pileiche bruno scuro, bruno-violaceo scuro fino a nerastro, lamelle tendenti ad ingrigire, stipite e carne ingrigenti; microscopicamente si differenzia per possedere spore da largamente ellissoidali a subglobose, con Q.m. 1,42; cheilocistidi numerosi di tipo Exscissae.
Infine, visto che gli esemplari posti in exsiccatum hanno dimostrato che, in mancanza di umidità i basidiomi sono divenuti grigio-cenere, non possiamo esulare dal prendere in esame anche le rimanenti specie di Exscissae a tonalità pileiche ingrigenti.
M. spegazzinii (Sacc. & D. Sacc.) Singer 1952, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche tendenzialmente grigiastre, lamelle bianche tendenti ad ingrigire leggermente; microscopicamente si differenzia per possedere spore subcristulate e cheilocistidi numerosi di tipo Exscissae.
M. iris Kühner 1956, specie di taglia media, con tonalità pileiche da biancastre a grigiastre fino a grigio-nerastro, carne con netto odore floreale; microscopicamente si differenzia per possedere cheilocistidi molto numerosi, spesso bifidi, di tipo Exscissae.
M. yucatanensis Guzmán & Bon 1984, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-grigiastro, lamelle tendenti ad ingrigire, stipite carne tendente ad imbrunente; microscopicamente si differenzia per possedere spore subglobose, Q.m. 1,33, ornate da verruche grossolane; cheilocistidi e caulocistidi molto numerosi, in maggior parte di forma tipica (a pelo d’ortica, con collo cilindrico), ed in minor numero di tipo Exscissae.
Con questo breve lavoro, abbiamo tentato d’isolare la nostra raccolta, prendendo in esame le specie a lei simili, rendendoci però conto, che molto probabilmente, poco avremo chiarito, soprattutto per il fatto che a causa dell’estrema differenza di tonalità pileiche assunte dai basidiomi nei due differenti stadi di umidità, abbiamo dovuto per forza inserire sia le specie brune che quelle grigie e perfino alcune bianche, aumentando così la possibilità di confusione tra le specie. Se non altro, queste brevi note c’hanno dato modo di riflettere su quanto, le specie di questo genere, possano confondersi, ambiguamente, non dando mai, o solo in pochi casi, una netta e stabile differenza caratteriale, tale da poter asserire sicuramente di che specie si tratti.

Materiali e Metodi
Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale d’erbario, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo ammoniacale 6%. Il reattivo di Melzer è stato usato per osservare l’amiloidia e l’ornamentazione sporale.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr
Le misure sporali, da sporata, fanno riferimento a 100 unità in proiezione frontale, senza tenere conto dell’apiculo, scartando spore ancora evidentemente immature; per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 4959. Data di ritrovamento: 01/02/2012. Località: Prati di Tivo di Pietracamela. Comune: Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'3.84"N 13°33'33.46"E. Altezza slm: 1440. Habitat: di un prato appenninico, tra l’erba e sporadici arbusti di Juniperus communis, Rosa canina e Prunus spinosa. Esposizione è rivolta a sud-est. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 26/12/2012

Bibliografia
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1999). Flora Agaricina Neerlandica 4. Strophariaceae, Tricholomataceae (3). Rotterdam: Balkema.
Bon, M. (1991). Les Tricholomes et Ressemblants. Flore Mycologique d’Europe 2. Doc. Mycol. Mém. Hors Sér. 2.
Caroti V., Giovanni Consiglio G., Marco Contu M., Fontenla R, Roberto P. 2007. Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell’Emilia-Romagna. Genere Melanoleuca. Boll. AMER 67, Anno XXII, 2006 (1): 9-39.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2000 [2001]. Osservazioni sul genere Melanoleuca (2° contributo). Melanoleuca khueneri Bon. Boll. AMER, 16 (1-2) (= 49-50): 58-68.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (4° contributo). Una specie comune ma poco rappresentata: Melanoleuca politoinaequalipes (Beguet & Bon). Riv. Micol. 2002 (1) : 49-57.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (7° contributo): Melanoleuca substrictipes. Micol. Veget. Medit., 17 (2): 149-154.
Fontenla R., M. Gottardi & Para R. (2003) - Fungi non delineati. Pars XXV Osservazioni sul genere Melanoleuca. Edizioni Candusso I-Alassio (SV)

 

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