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Lepiota griseovirens Maire 1928

Piccola Lepiota trovata nei pressi di Pietracamela, lungo il cosiddetto canale, sotto nocciolo.
Determinato dall'amico Marino Zugna del
Forum AMB di Muggia.

Foto 800x536

Estratto dalla scheda in Forum:

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo largo fino a 30 mm, inizialmente subemisferico, quindi piano-convesso con basso umbone ottuso,
margine appendicolato per resti di velo, cuticola asciutta, fortemente fibrillosa, dissociata in squamette
bruno-rossastre, bruno-verdastre, bruno-giallastre, lascianti trasparire la carne bianca sottostante,
disco brunastro con sfumature verdastre.
Lamelle libere al gambo, leggermente ventricose, mediamente fitte, intercalate da 3-5 lamellule,
inizialmente bianche, poi bianco-crema, filo intero, fioccoso, concolore.
Stipite 40-50 x 3-5 mm, cilindrico, di colore bianco, virante all'arancio sporco al tocco, fibrilloso,
ricoperto in buona parte da un velo araneoso piuttosto evanescente, base leggermente allargata,
ricoperta da ife bambagiose e da corti rizoidi miceliari di colore bianco.
Carne poco consistente, bianca, al tocco macchiantesi di arancio nella corteccia stipitale,
nell'exsiccatum leggermente imbrunente. Odore e sapore non testati.

Osservazioni
L. griseovirens, in senso lato, si riconosce abbastanza agevolmente per i colori tendenti all'olivastro.
Tra le Lepiota di piccola taglia a sfumature verdi, macroscopicamente, quella più simile è
Lepiota grangei (Eyre) J.E. Lange 1935, che però dimostra un quadro microscopico ben differenziato
dalle spore più grandi (7,5) 8,0-13,0 (14,5) x 3,5-4,5 (5) µm, e dalla pileipellis con terminali subclaviformi
(30) 50-300 (400) x (6,5) 8-20 (24) µm, con pigmento parietale e intracellulare bruno-aranciato- olivastro,
solubile in KOH, visibile in H2O (Vellinga 2001).
Meno semplice è districarsi all'interno del gruppetto al quale gravita L. griseovirens, il quale, oltre alla nostra,
assomma altre tre specie molto vicine, sia macro che microscopicamente (da alcuni AA., non sempre considerate
come buone specie), esse sono: L. pseudofelina J.E. Lange 1940; Lepiota poliochloodes Vellinga & Huijser, 1993;
L. obscura (Locq. ex Bon) Bon, 1993. = L. griseovirens var. obscura Locq. ex Bon, 1976.
Purtroppo, la mancanza di un Typus e una diagnosi originale priva di descrizione e misure della struttura pileica,
ha provocato e "a mio avviso", provoca tutt'ora, molte incertezze nella reale misura da attribuire alla pileipellis.
Dopo lo studio della raccolta in oggetto e la consultazione di bibliografia sui generis, prendendo atto della moltitudine
di pareri discordanti da parte dei differenti Autori, specialisti nel genere, che, nel tempo, hanno studiato la suddetta
specie, mi limito a riportare le misure da me riscontrate e lascio agli altri eventuali ipotesi determinative.

 

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