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Il fungo rosa shocking

Il fungo rosa shocking e le meraviglie delle biodiversità della Nuova Caledonia

 

Il fungo rosa shockingUn gruppo di ricercatori del Laboratoire des symbioses tropicales hanno scoperto nel Grand Sud della Nuova Caledonia, una nuova e strabiliante specie di fungo di colore rosa shocking, quasi fluorescente, e con un aspetto inatteso e lo hanno chiamato provvisoriamente Podoserpula miranda per la sorpresa e la meraviglia che ha suscitato la sua vista nel cuore di una foresta di "chênes gommes" (Arillastrum gummiferum), dove il fungo vive in simbiosi con questi alberi.

 

 

«Quando lo abbiamo visto per la prima volta, ci siamo chiesti se fosse davvero un fungo» spiega Marc Ducousso, un ricercatore del Cirad al Laboratoire des symbioses tropicales dell'Institut de recherche pour le développement (Ird) di Nouméa, il capoluogo del territorio francese d'oltremare della Nuova Caledonia.

I ricercatori francesi spiegano nella pubblicazione che rende conto della scoperta che «Il colore rosa bonbon, quasi fluorescente, di questo fungo è totalmente inatteso: la griglia cromatica di questo regno si installa piuttosto tra l'arancione e il bruno, passando per il giallo. I pigmenti che danno il colore rosa sono rari tra i funghi». Ma anche "l'architettura" del fungo è più che singolare: ha la particolarità quasi unica di formare diversi "piani", fino a 6, a forma di imbuto (come i nostri "galletti), di dimensioni decrescenti andando verso l'alto, raggiungendo quasi i 10 centimetri di altezza.

L'altra singolarità di questo strano fungo è che vive in simbiosi con gli Arillastrum gummiferum, alv beri giganteschi e spesso pluricentenari, formando sulle loro radici delle ectomicorrize che permettono uno scambio di benefici tra due specie così diverse. Infatti , mentre il fungo trova più facilmente nutrienti e completa meglio il suo ciclo biologico, la simbiosi è favorevole anche per la pianta che migliora così la sua nutrizione minerale e idrica e diventa più resistente agli stress di origine abiotica e biotica, con un miglioramento dello stato fisiologico, vegetativo e sanitario.

Secondo l'équipe del Laboratoire des symbioses tropicales del'Ird e del Muséum National d'Histoire naturelle di Parigi. «Le somiglianze e le differenze osservate in rapporto alle specie già descritte permettono di classificare questa specie nel genere Podoserpula».

Il fungo apparterrebbe quindi ad un gruppo che non comprende specie tossiche, ma fortunatamente non dovrebbe avere un qualche interesse gastronomico a causa del non proprio gradevole odore e della sua struttura fibrosa tipo quella del cotone.

La scoperta del fungo conferma la Nuova Caledonia come uno degli hot-spot della biodiversità del pianeta: è il territorio con il più alto livello di endemismi e con una delle flore più ricche di specie. In questo arcipelago del Pacifico meridionale di 17 000 km2 ospita più di 3.000 specie vegetali locali che resistono in un territorio con un alto tenore di metalli pesanti che sono tossici per la maggior parte delle piante di altri luoghi del pianeta. «La flora della Nouvelle-Calédonie - spiegano i ricercatori - ha saputo, nel corso della sua evoluzione,  trovare delle soluzioni adattando la sua fisiologia per svilupparsi su questi suoli molto particolari».

Dal 2006, l'équipe del Laboratoire des symbioses tropicales et méditerranéennes sta realizzando all'interno dell'Ird di Nouméa un erbario micologico che ha più di 2.000 campioni. «Ad od oggi appena l'1% delle specie sarebbero state descritte - spiega Mina Vilayleck, dell'università di Montpellier - In effetti, si pensa che esistano in Nuova Caledonia circa 30.000 specie di funghi con un'identità visibile per 6.000 tra loro. Attualmente, sono descritte solo 300 specie. L'ampiezza del compito dell'inventario è titanica. Oltre alla tappa della scoperta, e i due giorni per l'identificazione, bisogna contare 11 giorni per la descrizione». Quando gli scienziati si sono resi conto che non ce l'avrebbero mai fatta, vista anche l'estrema originalità dei funghi caledoniani, hanno chiesto l'aiuto dei micologi dilettanti ed hanno creato l'Association de Mycologie de la Nouvelle-Calédonie.

Marc Ducousso è molto soddisfatto di questa collaborazione: «Nel corso delle uscite domenicali i lavori sono molto rapidi senza perdere troppo tempo. Qui il tasso di scoperte è anormale se paragonato ad altri Paesi, anche se, sicuramente, occorre verificare che i funghi scoperti non siano stati già descritti». Così per un genere come Entoloma, con più di 1.000 specie conosciute, nel 2009 ne sono state descritte 24 in Nuova Caledonia, delle quali 11 nuove.

Altri funghi dell'erbario micologico di Nouméa, come l'Ileodictyon ganrnierii, sono spettacolari come la Podoserpula miranda e questo stuzzica molto la voglia di scoperta dei volontari, ma gli scienziati sono soprattutto interessati ad alcune specie comuni del "maquis minier", come il Pisolithus albus, che hanno un'elevata tolleranza ai metalli pesanti contenuti nei suoli e che assicurano così la protezione alla loro pianta ospite. Questi tipi di funghi "disinquinanti" sono studiati per capire come utilizzarli nel processo di rinaturalizzazione dei siti minerari.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 maggio 2010 10:53  

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